

di Flavia Ludovisi
VITERBO – Si firma B.B. ma non stiamo parlando della Bardot. E’ mora, al cinema preferisce la moda e invece di battersi per gli animali da' alle borse le loro fattezze. Però, come Brigitte Bardot, su Vogue c’è finita eccome Benedetta Bruzziches. E’ giovane, estroversa e talentuosa questa ragazza di Caprarola che crea, disegna e produce borse.
Percorso al contrario per la Bruzziches che ha iniziato, e sfondato, all’estero e ora si è stabilita nella città dei Papi “per valorizzare questa terra stupenda”, spiega. Quattro anni fa ha lasciato l’ufficio stile di Romeo Gigli a Milano, dove lavorava sotto contratto nel settore abbigliamento, per dedicarsi alle borse in India. Roba da film.
E l’istinto non l’ha tradita, anzi, ha viaggiato, ha vissuto in India, in Cina, in Brasile, ha imparato e apprezzato l’arte artigiana dell’intreccio dei tessuti, ha stretto amicizia con le donne indiane che lavorano e ha disegnato una linea di costumi da bagno per una principessa brasiliana. Fatto tesoro di tutte queste esperienze, si è tuffata di testa nella Fossa delle Marianne, ovvero il mondo della moda. Ha presentato agli show room milanesi la sua prima collezione di borse senza essere nessuno e senza raccomandazioni.
“Di batoste ne ho prese tante – racconta B.B. -, ovviamente a Milano non mi hanno dato credito, ma mi hanno consigliato di esporre in fiera. E io che a momenti neanche sapevo cosa fossero le fiere. Ma piano piano ho imparato e oggi ho il mio marchio’’.
Oltre alle linee di borse, rigorosamente con il logo, la firma e la scritta “made in Italy with love”, la ragazza vanta un curriculum di tutto rispetto.
E’ stata inserita tra i Vogue Talents 2011, di lei hanno parlato i più importanti magazine del settore come Elle, Glamour e ovviamente Vogue Italia, ma anche riviste straniere. Ha partecipato ad un “contest” indetto dal brand Carpisa che ha chiamato a raccolta gli stilisti emergenti per disegnare una borsa sfruttando gli intrecci in bianco e nero del midollino di resina. Le sue creazioni sono richieste in tutto il mondo e vendute nei migliori negozi.
Ma nonostante questo background, B.B. non si è montata la testa. Il laboratorio l’ha fortemente voluto nella sua Caprarola, segue in prima persona, con il prezioso aiuto dei suoi fratelli, ogni fase, dalla creazione alla scelta dei materiali, dallo sviluppo alla commercializzazione di ogni borsa. Agli eventi patinati non si trova molto a suo agio e agli stilisti più famosi preferisce la compagnia dei designer emergenti come lei, che si fanno strada nel mondo della moda e a questo proposito il suo sito web ringrazia a gran voce gli utenti che aiutano i giovani a diventare grandi designer.
Va a teatro, odia gli schemi fissi, è sempre in ritardo e una delle sue migliori amiche è una ragazza indiana che non parla nemmeno inglese. A Viterbo abita e espone al civico 26 di via dell’Orologio Vecchio, “ma sono in affitto perché magari fra un po’ di tempo mi annoio e cambio”, in un appartamento che sembra uscito dalle pagine di “Alice nel paese delle meraviglie”, in cui vintage e moderno si fondono alla perfezione.
“Ogni linea di borse deve raccontare una storia – spiega B.B. - , la collezione attuale è ispirata all’infanzia e al mondo delle favole, la volpe, la rosa, il re e il libro ricordano il Piccolo Principe. Per la prossima ho in mente una collaborazione con un’altra giovane stilista, Caterina Gatta, e il tema sarà la fine di un amore. Non mi dispiacerebbe sviluppare in futuro l’erotismo che secondo me viene sottovalutato ultimamente’’.
Punta sempre sulla qualità ma ci mette il cuore e se le chiedono chi è risponde ''una borsa'', ma di sacrifici ne ha fatti tanti, specie nella vita privata.
“Chapeu!” verrebbe da dire, eppure per le strade di Viterbo la gente la guarda male. “Non capisco perché indossare un semplice cappello susciti così tanto sdegno. E quello che mi stupisce è che sono soprattutto i giovani a fare commenti poco carini e soprattutto poco educati nei miei confronti’’.
Notizie correlate