

di Flavia Ludovisi
VITERBO – Si chiama Massimo ed è una borsa concepita per uomini pratici ma allo stesso tempo poetici. E’ la nuova sfida firmata Benedetta Bruzziches e fa parte di una nuova collezione che verrà presentata oggi, in anteprima, al Pitti Immagine di Firenze, la piattaforma più importante a livello internazionale dedicata alla moda maschile che si svolgerà dal 7 al 10 gennaio. Massimo è una borsa ispirata a quella del postino di una volta, ''quello che aspettavano tutti con trepidazione perché consegnava lettere d’amore''.
''Era da tempo che pensavo a una collezione per l’uomo – ha spiegato Benedetta –, finalmente ci sono riuscita, ma non è stata un’impresa semplice. A me, in generale, piace il tipo di uomo che porta il portafogli nella tasca dietro dei pantaloni, per questo ho pensato che la praticità dovesse essere al primo posto''. Una borsa funzionale, quindi, ma che rispetti anche la filosofia della Bruzziches, il suo modo fiabesco di interpretare la realtà. Ma perché scegliere proprio il postino? ''Quello del postino è un mestiere che ha perso il suo fascino, il mio scopo è quello di nobilitarle questo lavoro bellissimo. Anche questo fa parte della missione intrapresa gli Artigianauti, ovvero recuperare arti e mestieri della tradizione''.
La sua prima collezione di borse per uomo è ispirata alla maxi bag del postino, okay, ma ricordate che stiamo parlando di una designer che una ne pensa e cento ne fa, che ha una fantasia e una creatività infinite. Intanto va detto che la borsa è rivisitata nei materiali. ''Abbiamo sperimentato il cosiddetto ‘Tre chiodi’ – continua a spiegare Benedetta mentre è in viaggio verso Firenze -, dove il tessuto al dritto va a rovescio e viceversa, strano no? Lo abbiamo commissionato a una conceria molto famosa di Ronciglione che è la numero uno per la moda maschile. Il risultato è un accessorio moderno, grintoso e molto definito nei dettagli. All’interno ha tantissimi scomparti utili, per telefono, tablet, sigarette, soldi ed è dotata anche di un porta fionda. Ma la novità è che verrà venduta con punteruoli e penne per essere scritta e disegnata, come se fosse una lettera''.
Una borsa per un uomo che sia anche poetico, allora. Certo, si può anche lasciare così com’è, ma è chiaro che se personalizzata diventa un’opera d’arte, un pezzo unico. ''Ho chiesto ad artisti locali che operano in diversi ambiti di rivisitarla, interpretarla secondo il loro gusto, d’altronde la mia idea di moda è proprio questa, comunicare''.
Per ora esiste solo Massimo, l’inno al postino, ma non è escluso che presto nascano anche borse dedicate all’elettricista, al professore, al contadino e tutti gli altri. ''Questo sì che sarebbe un messaggio forte dal mondo della moda'', ha concluso.
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