

VITERBO – Sono stati sequestrati, su disposizione della procura della Repubblica, tutti i documenti relativi al progetto per la costruzione di una centrale a biomasse a Grotte di Castro, paese del quale, quando fu presentata la pratica, era sindaco l’attuale presidente del consiglio provinciale Piero Camilli. I documenti sono stati prelevati negli uffici dell’assessorato all’Ambiente di Palazzo Gentili.
L’ordinanza è stata firmata al Pm Massimiliano Siddi nell’ambito dell’inchiesta in cui sono coinvolti il direttore del quotidiano L’Opinione Paolo Gianlorenzo e la giornalista Viviana Tartaglini, anche in veste di amministratore della cooperativa che edita il giornale, entrambi indagati per tentata estorsione, truffa e falso ideologico.
Gli ultimi due reati sono stati ipotizzati in merito alla gestione della cooperativa, mentre il primo è collegato ad alcune frasi che avrebbe pronunciato Gianlorenzo durante una riunione di redazione. Frasi nelle quali avrebbe minacciato e insultato pesantemente Camilli, perché aveva cambiato idea sul progetto della centrale a biomasse presentato da due imprenditori romani che, tra l’altro, erano anche editori de L’Opinione di Viterbo.
In un primo momento, il sindaco di Grotte di Castro aveva dato il via libera all’impianto, ma cambiò idea in sede di conferenza dei servizi, tenuta in Provincia, perché solo allora, a suo dire, si rese conto che la centrale sarebbe stata alimentata prevalentemente con fanghi che poco avevano a che fare con le biomasse. Da qui le minacce e le invettive di Gianlorenzo contro di lui.
La circostanza è stata riferita, in un altro esposto, da alcuni giornalisti estromessi dalla cooperativa. L’ex sindaco di Grotte di Castro, venuto a conoscenza dell’episodio, presentò un’altra denuncia. Da qui l’accusa di tentata estorsione ai danni di Camilli
La stessa fattispecie di reato è stata contestata a Gianlorenzo anche nei confronti del consigliere regionale Francesco Battistoni.