

VITERBO – Lo spettro dei rifiuti di Roma incombe sempre più minaccioso su Viterbo (e su Frosinone). Ieri pomeriggio, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha annunciato che sta mettendo a punto un nuovo provvedimento, denominato ''decreto riciclo'' che punta sulla raccolta differenziata, sullo stop al conferimento in discarica di rifiuti non trattati e – qui cominciano i guai – sull'utilizzo a pieno regime degli impianti già esistenti nel Lazio. E siccome lo stesso Clini, alcuni giorni fa disse che gli impianti di Viterbo e Frosinone sono utilizzati al 50% del loro potenziale, i conti sono presto fatti: l’immondizia di Roma, anziché all’estero, come avviene con quella di Napoli, potrebbe essere smaltita proprio a Viterbo e Frosinone.
E i tempi potrebbero essere molto più brevi di quelli previsti. Clini ha infatti annunciato che le autorizzazioni rilasciate dal prefetto Goffredo Sottile per gli impianti di smaltimento di Malagrotta e Monti dell'Ortaccio 'saranno riconsiderate'. In pratica, il ministsro tira il freno sulle decisioni adottate il 27 dicembre scorso dal commissario straordinario all'emergenza rifiuti di Roma, il cui incarico è scaduto ieri. Sottile aveva allora disposto la proroga della mega discarica di Malagrotta (per 100 giorni vi si potranno ancora conferire rifiuti non trattati e per 180 giorni quelli trattati) e dato l'ok alla realizzazione di una discarica provvisoria (3 anni) per i soli rifiuti trattati nel contestato sito di Monti dell'Ortaccio. Una decisione quest'ultima che, seppure condizionata alla presentazione di uno studio da cui risulti 'inequivocabilmente l'assenza del pericolo di inquinamento della falda', ha portato negli ultimi giorni dell'anno i residenti della Valle Galeria, in cui insistono la megadiscarica e la nuova che Sottile aveva indicato, a protestare con blocchi stradali e blocchi degli impianti. Ieri mattina, addirittura, due ragazzi sono saliti su un traliccio dell'alta tensione. Poi, convinti a scendere dalla polizia, si sono accampati per una protesta contro la discarica, a oltranza.
Ora, però, in attesa anche che venga nominato il supercommissario di cui si era parlato nei giorni scorsi, tutto viene congelato al 7 gennaio, quando il ministro dell'Ambiente ha convocato le amministrazioni competenti e le imprese interessate (come Ama, Acea e altre imprese locali) per illustrare il contenuto e il cronoprogramma delle azioni stabilite dal decreto. Clini, infatti, sta completando, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità, le verifiche tecniche e amministrative per l'emanazione del decreto che fisserà le 'misure urgenti da realizzare entro i prossimi 60 giorni per assicurare che la gestione del ciclo integrale dei rifiuti di Roma sia organizzata e gestita secondo quanto stabiliscono le direttive europee e le leggi nazionali'.
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