ANNO 16 n° 275
Finti ciechi, in corso la caccia ai medici che hanno riconosciuto l'invaliditā
Ammonta a svariate centinaia di migliaia di euro il danno alle casse dello Stato

VITERBO - Sono tutti uomini, hanno dai 50 anni in su e risiedono a Viterbo e in vari paesi della provincia i sei finti ciechi smascherati dai carabinieri di Viterbo in collaborazione con i Nas. Il reato ipotizzato nei loro confronti è di truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale e dell'Inps.

Ma l’inchiesta, denominata ''Vedo e non vedo'', coordinata dal pubblico ministero Paola Conti è solo all'inizio e i sei finti ciechi rappresentano solo la punta dell’iceberg. Il magistrato ha infatti disposto che vengano individuati anche i componenti delle varie commissioni mediche che, nel corso degli anni, hanno e riconosciuto il grave handicap. E non solo: l’attenzione degli inquirenti dovrebbe cadere anche sui medici di famiglia o gli specialisti che hanno rilasciato i certificati di cecità allegati alle domande di riconoscimento delle invalidità, poi verificati, si fa per dire, dalle commissioni. In pratica si potrebbe innescare una sorta di catena di sant'Antonio in cui potrebbero rimanere impigliati decine di “camici bianchi”.

Enorme il danno causato dai finti ciechi – e dai loro complici – alle casse dello Stato. L'ammontare esatto non è stato ancora quantificato, ma a occhio e croce, si dovrebbe trattare di alcune centinaia di migliaia di euro. Alcuni dei finti ciechi, infatti, percepiva la pensione e l’assegno di accompagnamento da anni.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, anche perché, oltre ai sei indagati e ai medici di cui è in corso l’identificazione, potrebbe essere coinvolte altre persone, già ''attenzionate'', che potrebbero aver svolto un ruolo non proprio marginale nella vicenda.

I sei finti ciechi sono stati individuati e denunciati al termine di un’indagine mirata a reprimere il fenomeno delle false invalidità, in particolare quelle dei ciechi. Secondo quanto si è appreso, i carabinieri avrebbero controllato, filmato, fotografato per un lungo periodo alcune decine di persone. La maggior parte delle quali è risultata effettivamente affetta da cecità. Sei di loro, invece, sono state sorprese mentre svolgevano varie attività che richiedono una vista se non proprio acuta, almeno discreta.

Uno è stato filmato mentre fa il maniscalco e ferra il proprio cavallo: un altro mentre curava l’orto senza mai sbagliare una mossa; altri mentre camminavano tranquillamente in strada guardandosi intorno o ammirando vetrine.

Ciò che ha lasciato gli stessi investigatori allibiti è il numero dei finti ciechi concentrato in una realtà piccola come il Viterbese: sei. Probabilmente un record a livello nazionale.

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