

VITERBO – Tra circa 30 giorni, dopo un iter estenuante, durato oltre 8 anni, il recupero dell'ex gazometro di Valle Faul potrà davvero partire. La ''pratica'', che aveva già ottenuto l'ok dal Comune, dalla Regione Lazio e dalla Soprindentenza competente, ha superato anche la cosiddetta Vas (Valutazione ambientale strategica) ed è da un mese in fase di pubblicazione per la presentazione di eventuali osservazioni. Ad oggi, secondo quanto si è appreso, nessuno ha avuto alcunché da ridire. Quindi, salvo intoppi a sorpresa dell'ultima ora, tutto dovrebe filare liscio, tanto che a Palazzo dei Priori si parla di probabile apertura dei cantieri a primavera prossima.
Il progetto originario, presentato dall'imprenditore Arnaldo Valentini, proprietario dell'area, ha subito una serie di profonde modifiche: la Soprintendenza ha impedito l'abbattimento dell'edificio principale e ha imposto il suo restauro. E' infatti considerato, come l'ex mattatoio prospiciente, un sito di archeologia industriale di particolare pregio.
Tutti gli altri volumi dell'ex gazometro sono stati invece accorpati in un'unica palazzina che avrà le stesse fattezze dell'edificio ottocentesco e sorgerà al suo fianco. Una terza palazzina, di forma circolare, verrà invece costruita al posto dell'attuale torre cilindrica in metallo e sarà direttamente collegata all'edificio simil-originale.
Nei sotterranei, nei locali in cui veniva bruciato il carbone per ottenere il gas, verrà infine realizzato un parcheggio di una quarantina di posti auto. L'area circostante sarà trasformata in zone a verde e parcheggi.
Altre 3 o 4 modifiche sono state imposte nel corso degli anni dalla stessa Soprintendenza, dal Comune e dalla Regione Lazio. Ad esempio, al fine di salvaguardare il prospetto delle mura cittadine, sono stati ridotti i volumi previsti dagli architetti Marco Andreoli, Gianni Cesarini e dell'ingegner Claudio Ciucciarelli. La palazzina a forma circolare, inoltre, dovrà avere la strutture portanti in acciaio che richiamino l'attuale configurazione.
Parte degli immobili sono stati già acquistati da Unindustria, che vi trasferirà la sua sede storica di via Fontanella del Suffragio e vi allestirà un centro di formazione per giovani imprenditori.
Il recupero dell'ex gazometro è regolato dalle norme sui programmi integrati d'intervento, uno strumento urbanistico il cui fine è quello di riqualificare il tessuto urbano, edilizio ed ambientale e sono caratterizzati dal possibile concorso di finanziamenti sia pubbliche che privati. Nel caso di Valle Faul, l'intero onere sarà a carico dei privati che, in cambio dell'approvazione del progetto, dovranno farsi carico del restauro di Porta Faul e di un tratto di mura.
A Viterbo sono stati presentati ventiquattro programmi integrati ma solo quello relativo all'ex gazometro ha superato tutti gli ostacoli.
L'ex gazometro, come dimostrano gli scatti della fotografa Lietta Granato (FOTOGALLERY) è da decenni nel più totale stato di abbandono.