ANNO 16 n° 274
Ex gazometro, tempi brevi per l'ok al recupero
Verrą ristrutturato l'edificio principale e ne sorgerą uno identico al suo fianco
31/10/2013 - 02:00

VITERBO - Qualcuno sosterrà che si poteva fare di meglio e di più; altri parleranno di ecomostro, altri ancora ne canteranno le beltà. In un modo o nell'altro, il recupero dell'ex gazometro di Valle Faul farà ancora discutere. A lungo. Almeno fino alla prossima primavera quando, verosimilmente, potrebbero prendere il via lavori. Il progetto ha infatti ottenuto gli ok del Comune, della Regione Lazio e della Sovrintenza. Per diventare operativo manca solo la cosiddetta Vas (Valutazione ambientale strategica).

Nel gazomentro prossimo venturo strasferirà la sua sede storica di via Fontanella del Suffragio Unindustria Viterbo, che ha già acquistato una parte dell'immobile dal proprietario dell'area, l'imprenditore Arnaldo Valentini da Bagnoregio-

Il progetto originario, risalente a circa otto anni fa, ha subito una serie di profonde modifiche: la Soprintendenza ha impedito l'abbattimento dell'edificio principale, risalente agli inizi dell'Ottocento, e ha imposto il suo recupero. Tutti gli altri volumi dell'ex gazometro sono stati invece accorpati in un’unica palazzina che avrà le stesse fattezze dell'edificio ottocentesco e sorgerà al suo fianco. Una terza palazzina, di forma rotonda, verrà invece costruita al posto dell'attuale torre cilindrica in metallo e sarà direttamente collegata alla palazzina simil-originale. Nei sotterranei, nei locali in cui veniva bruciato il carbone per ottenere il gas, verrà infine realizzato un parcheggio di una quarantina di posti auto. L'area circostante sarà trasformata in zone a verde e parcheggi.

Il progetto originale, degli architetti Marco Andreoli e Gianni Cesarini e dell'ingegner Claudio Ciucciarelli, nel corso degli anni, ha subito altre tre o quattro modifiche: la Regione e la Sovrintendenza, ad esempio, hanno imposto la riduzione dei volumi per salvaguardare il prospetto delle mura cittadine. La palazzina a forma circolare dovrà avere la strutture portanti in acciaio che richiamino l’attuale configurazione.

Il recupero dell'ex gazometro è regolato dalle norme sui programmi integrati d'intervento, uno strumento urbanistico il cui fine è quello di riqualificare il tessuto urbano, edilizio ed ambientale e sono caratterizzati dal possibile concorso di finanziamenti sia pubbliche che privati. Nel caso di Valle Faul, l'intero onere sarà a carico dei privati che, in cambio, dovranno farsi carico del restauro di Porta Faul e di un tratto di mura.

A Viterbo sono stati presentati ventiquattro programmi integrati ma solo quello relativo all'ex gazometro è a un passo dall'approvazione definitiva.

L'edificio che dovrà essere restaurato è considerato, come l'ex mattatoi prospiciente, recentemente recuperato, un sito di archeologia industriale di particolare pregio. Per questo motivo la Sovrintendenza ha impedito che venisse abbattuto e sostituito con un palazzone.

L’ex gazometro, come dimostrano gli scatti della fotografa Lietta Granato (FOTOGALLERY) è da decenni nel più totale stato di abbandono. Ha ospitato per alcuni anni un centro sociale per poi tornare ad essere un ricettacolo di rifiuti. Per decenni si è dibattuto del suo recupero e l’argomento è stato spesso al centro di roventi polemiche. Polemiche che con tutta probabilità torneranno a rinfocolarsi non appena sarà reso pubblico il progetto di recupero e riqualificazione.

Facebook Twitter Rss