ANNO 16 n° 274
La cena post consiglio della maggioranza
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E dopo la maggioranza va a cena tutta insieme

 

VITERBO - E dopo l'approvazione delle linee programmatiche in consiglio, ecco che la maggioranza è passata dai banchi della sala dei Priori ai tavoli del ristorante il Molino, a valle Faul. Una cena sociale, tutti invitati, la prima da quando,nel giugno scorso, Leonardo Michelini e i suoi hanno ottenuto il governo della città. Niente champagne e caviale, sia chiaro, ma una bella serata trascorsa insieme nella saletta riservata del rinomato locale del patron Pietro Durgali. 
Nella tavolata, rigorosamente a ferro di cavallo, ecco il sindaco con a fianco la vice Luisa Ciambella, e molti assessori, da Alvaro Ricci a Raffaella Valeri a Tonino Delli Iaconi a Giacomo Barelli.. E poi, la stuola di consiglieri, quasi tutti, da Sergio Insogna a Marco Ciorba, dalla De Alexandris alla morbida Minchella alla sinuosa Troncarelli (ah, le quota rosa...) al possente Fabbrini al renziano Serra. Assenze? Giustificate, si spera: Filippo Rossi a letto col mal di schiena, gli assessori Zucchi, Fersini e Saraconi, evidentemente in altre faccende affaccendati. Antipasto misto, pizza o primi di pasta, tra gli ottimi preparati dallo staff del Molino (a grande richiesta, i tagliolini ai funghi porcini freschi. Vino e birra da bere, e in mezzo discorsi, applausi e clima che serve a fare spogliatoio, come direbbe il Trap. La sorpresa, alla fine: ognuna paga la sua parte, si fa alla romana, anzi alla viterbese. Poi tutti via nella notte e nella pioggia.
Di sicuro, una serata particolare, che magari sarà servita a rinsaldare gli equilibri della maggioranza, anche perché negli ultimi tempi c'erano stati dei malumori niente male, sfociati persino in un contatto fisico da cartellino giallo tra due esponenti. Acqua passata, dopo una cena al Molino (bianco?).

VITERBO - E dopo l'approvazione delle linee programmatiche in consiglio, ecco che la maggioranza è passata dai banchi della sala dei Priori ai tavoli del ristorante il Molino, a valle Faul. Una cena sociale, tutti invitati, la prima da quando,nel giugno scorso, Leonardo Michelini e i suoi hanno ottenuto il governo della città.

Niente champagne e caviale, sia chiaro, ma una bella serata trascorsa insieme nella saletta riservata del rinomato locale del patron Pietro Durgali. 

Nella tavolata, rigorosamente a ferro di cavallo, ecco il sindaco con a fianco la vice Luisa Ciambella, e molti assessori, da Alvaro Ricci a Raffaella Valeri a Tonino Delli Iaconi a Giacomo Barelli.. E poi, la stuola di consiglieri, quasi tutti, da Sergio Insogna a Marco Ciorba, dalla De Alexandris alla Minchella alla Troncarelli (ah, le quota rosa...) al possente Fabbrini al renziano Serra.

Assenze? Giustificate, si spera: Filippo Rossi a letto col mal di schiena, gli assessori Zucchi, Fersini e Saraconi, evidentemente in altre faccende affaccendati.

Antipasto misto, pizza o primi di pasta, tra gli ottimi preparati dallo staff del Molino (a grande richiesta, i tagliolini ai funghi porcini freschi). Vino e birra da bere, e in mezzo discorsi, applausi e clima che serve a fare spogliatoio, come direbbe il Trap.

La sorpresa, alla fine: ognuna paga la sua parte, si fa alla romana, anzi alla viterbese. Poi tutti via nella notte e nella pioggia.Di sicuro, una serata particolare, che magari sarà servita a rinsaldare gli equilibri della maggioranza, anche perché negli ultimi tempi c'erano stati dei malumori niente male, sfociati persino in un contatto fisico da cartellino giallo tra due esponenti. Acqua passata, dopo una cena al Molino (bianco?).

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