

VITERBO – In queste diciassette pagine stampate, con lo stemma comunale, c’è il futuro di Viterbo, almeno quello dei prossimi cinque anni, salvo terremoti o crolli di maggioranze. Le ha lette il sindaco Michelini, che già le aveva depositate un paio di settimane fa, e le hanno votate i consiglieri dell’opposizione, al termine di un pomeriggio di dibattito, non intenso ma lungo sicuramente sì.
Cosa dice il programma del sindaco? Intanto, lo potete leggere per intero QUI. In sostanza, si tratta della summa delle proposte già avanzate in campagna elettorale e ora rimodellate e rinfrescate secondo le prime esperienze di governo, i suggerimenti, qualche correzione. Spicca la chiusura del centro storico in tempi brevi per non dire brevissimi, talmente accorciati che qualcuno avanza il dubbio che non ci sia modo di comunicare bene ai residenti, ai commercianti e ai viterbesi tutti, come funzionerà. Comunque, prima di Natale la parte monumentale, via San Lorenzo, via Cardinal La Fontaine, le piazze San Carluccio, della Morte e piazza San Lorenzo, sarà pedonalizzata, con tutto quello che ne consegue in termini di fruibilità ma anche – si ipotizza – di proteste e problemi di acclimatamento. Non c’è solo il centro, nel programma di Michelini, ma si affrontano tanti temi, praticamente tutti gli argomenti dello scibile umano, dalla cultura allo spettacolo, dalla scuola allo sport (qui la questione è un po’ vaga e molto manieristica, dopotutto manca anche un delegato al settore), dall’ambiente ai rifiuti all’edilizia.
Le reazioni? Dall’opposizione tante lamentale sui tempi della presentazione, arrivata dopo quattro mesi dall’elezione, anche se di mezzo c’era l’estate e poi si sa come funziona la burocrazia.. Forza Italia, musica e parole del capogruppo Claudio Ubertini, ha criticato la troppa attenzione dedicata alle aziende partecipate e molta vaghezza su temi come le frazioni, la gestione dei rifiuti, il piano regolatore, ma ha promesso “un’opposizione leale, che rispetterà la sua onestà intellettuale. Di sicuro i primi mesi non ci hanno entusiasmato, e chiediamo anche maggiore disponibilità al confronto sia nelle sedi istituzionali, attraverso le risposte alle nostre interrogazioni, sia anche alle richieste di incontri personali”.
Sulla stessa linea Fratelli d’Italia, che ha individuato nel programma un unico punto definito, la chiusura del centro, pur dubitando dei tempi ristretti. “E poi – ha detto Luigi Maria Buzi – qui mi pare che ci sia il contenitore ma non il contenuto”. Con una vibrante richiesta di accelerare i tempi sull’arsenico, chiedendo anche per vie legali che la Regione rispetti gli impegni. Anche Santucci (FondAzione) ha picchiato duro: “In città il malcontento è palpabile, e se i vostri predecessori facevano poco e spesso male, voi non fate nulla. In questo atto è scarso, e confuso. Volevate segnare discontinuità, ma non ci state riuscendo”.
Più conciliante il Movimento Cinque Stelle, che valuterà punto per punto e deciderà poi, e non esclude addirittura di presentare insieme alla maggioranza alcune proposte, come già successo per il registro delle coppie di fatto.
Insogna (Oltre le Mura) e Bizzarri (Pd) hanno rivendicato la qualità del contenuto e le tante cose buone che sono già state fatte, chiedendo collaborazione a tutti, a prescidente dagli schieramenti. E Moricoli (Sel) ha auspicato in futuro che siano affrontati anche i temi della pace, della non violenza e dei diritti civili.
Alla fine si vota. Il documento viene approvato e non resta che dargli corso, coi fatti.