ANNO 16 n° 272
Don Ruggero incompatibile col carcere
Per i medici č a rischio di condotte autolesive. E' giallo sul suo viaggio a Milano

FARNESE - ''Don Ruggero se ne è andato perché voleva costituirsi al carcere di Milano, per stare vicino alla sua famiglia, ma poi si è sentito male e si è presentato al pronto soccorso. È stato denunciato per evasione, sì, ma non è affatto sparito''.

Così l'avvocato Alessandro De Angelis ricostruisce a Il Fatto Quotidiano la fuga di Don Ruggero Conti, il prete pedofilo condannato a 11 anni di carcere, evaso il 26 settembre dalla clinica di Genzano dove era ricoverato e ritrovato dai carabinieri tre giorni dopo a Villa Turro, struttura sanitaria dell'ospedale San Raffaele di Milano (Clicca QUI per leggere la notizia). Il don, prima del ricovero ad agosto nella clinica Von Siebenthal di Genzano, stava scontando la sua pena agli arresti domiciliari nella Tuscia, nella sua casa di Farnese. 

Per i medici, scrive Il Fatto, l'ex sacerdote originario di Legnano non può essere trasferito in carcere perché ''le sue condizioni di salute attuali non sono compatibili con il regime carcerario, alla luce di una deficitaria performance cognitiva che mette a rischio il paziente di condotte autolesive''. Sul suo caso dovrà esprimersi il tribunale di sorveglianza di Milano.

Il tassista

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Don Ruggero sarebbe fuggito dalla clinica di Genzano a bordo di un taxi. Perché non è stato fermato dalla sorveglianza? Dove ha preso i soldi per il viaggio, visto che risulta nullatenente? Per rispondere a queste domande, FanPage ha intervistato Riccardo, il tassista di Marino che ha accompagnato Don Ruggero a Roma.

''Praticamente mi contatta questo signore, dice: 'Salve, vorrei un taxi, sono alla clinica Von Siebenthal qui a Genzano. Dovrei andare verso Fiumicino, via Portuense'.

Vado lì - racconta - e c’è questo signore, grosso, veramente grosso grosso. Una montagna era. Lui stava salutando un signore dentro il cancello. Sale in macchina e mi fa: 'Guarda, adesso in fondo alla strada: attendo una persona'. In fondo alla strada esce questo ragazzotto, si vedeva benissimo che si conoscevano abbastanza bene. Insomma, gli consegna a mano una busta e dentro - me lo ha mostrato dopo - c'era un tablet.

Lui gli dice: 'Vuoi dei soldi?'. Don Ruggero risponde: 'No, guarda ho la carta'. Lui insiste: 'No, no, prendi i soldi' e gli ha dato una somma. Tutti tagli da 20. Saranno stati 120, 140, 160 euro, adesso non lo so bene. Questo ragazzo dopo che gli ha dato il tablet e i soldi - ha concluso il tassista - è rientrato dentro questa clinica''.

I responsabili della struttura sanitaria sentiti sulla vicenda, hanno declinato ogni responsabilità.

Chi è Don Ruggero?

Parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima, nella zona di Selva Candida (Roma), Ruggero Conti era stato, nel 2008, anche il garante delle ''Politiche per le periferie e per la famiglia'' dell'ex sindaco Gianni Alemanno. Poi l'accusa di aver abusato di 7 adolescenti che gli erano stati affidati, sia nell'oratorio della chiesa dove svolgeva la missione sia in alcuni campi estivi, e l'arresto poco prima della partenza per un viaggio in Australia. Don Ruggero finì nell'inchiesta del sostituto procuratore Francesco Scavo con l'accusa di violenza sessuale su minori e induzione alla prostituzione. Nel 2008 è stato sottoposto a divieto dell'esercizio pubblico del ministero e, nel 2011, sospeso ''a divinis''.

In primo grado era stato condannato a 15 anni e 4 mesi, pena ridotta in appello a 14 anni e 2 mesi ma solo per la prescrizione di tre episodi contestati.

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