ANNO 16 n° 273
Disoccupato il 30% dei giovani viterbesi
Fetoni (Cisl) e Turchetti (Uil): ''Necessario alleviare costo aziende
per nuove favorire assunzioni''

di Alessandra Pinna

VITERBO - Con un giovane su tre senza lavoro, la provincia di Viterbo si aggiudica il primo posto nella classifica regionale della disocuppazione giovanile insiema con Latina. La percentuale si attesta al 30% per i giovani che vanno dai 15 ai 24 anni mentre scende di qualche punto, stabilizzandosi al 22%, per la fascia che va dai 25 ai 34 anni.

Lo scorso 31 gennaio il premier Monti durante il soggiorno a Parigi per ricevere il premio come uomo europeo dell'anno, aveva posto l'accento sulla disoccupazione giovanile, definendola ‘’una vera piaga italiana’’.

La crisi si acutizza, le vendite si abbassano, il numero esorbitante di tasse spinge gli imprenditori e non assumere e, tutto ciò, va a discapito dei lavoratori e ancor più dei giovani che si affacciano nel mondo del lavoro.

La situazione non migliora per i giovani lavoratori che spesso sono alle prese con contratti a dir poco allucinanti con ‘’stipendi’’, se così si possono chiamare, al di sotto di quelli che le generazioni passate hanno sempre ricevuto.

La cosiddetta precarietà del lavoro si tramuta nella precarietà delle certezze, degli investimenti, della vita. E come in tutta Italia anche a Viterbo il peso della precarietà si fa sentire.

''Purtoppo la percentuale dei giovani disoccupati non accenna ad abbassarsi – ha confermato il responsabile Cisl giovani Stefano Fetoni – e la nostra provincia detiene, insieme a Latina, il triste primato con una media del 30%. Per quanto riguarda l’occupazione, invece, la percentuale reale è falsata dal fatto che una buona fetta di giovani trova un lavoro a tempo determinato, soprattutto durante la stagione estiva restando però a spasso durante la maggior parte dell’anno''.

Secondo Fetoni una misura che potrebbe andare a contrastare la disoccupazione passa attraverso la richiesta di finanziamenti europei che andrebbero a rilanciare l’economia locale. Su questo fronte si è mosso l’assessore alle politiche sociali del Comune di Viterbo Daniele Sabatini durante suo intervento all'incontro ''Giovani e Disoccupazione - Basta Chiacchiere'' che si è tenuto all’inizio di febbraio al Parlamento europeo di Bruxelles. Dall'incontro sono emerse diverse sollecitazioni come l'istituzione di un fondo per incentivare la stabilizzazione del lavoro precario favorendo defiscalizzazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e l'istituzione di un fondo per l'accesso al credito privato per giovani coppie e imprese giovani.

Dello stesso avviso di Fetoni il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti. ''Viterbo non offre possibilità di lavoro ai giovani – ha affermato – e la situazione non migliorerà finché a livello nazionale non verranno prese delle misure forti. Serve una riforma seria per rimettere in circolo l’economia. Il costo del lavoro è troppo alto e un dipendente costa all’azienda più del doppio dello stipendio che percepisce. E’ mancata nel corso degli anni una politica seria dell’occupazione tesa a favorire le assunzioni alleviando il costo delle aziende. Putroppo questo è un circolo vizioso, un cane che si morde la coda’’.

Certo, se da una parte ci sono giovani che sono costretti a rimanere in famiglia, dall’altra ci sono i cosiddetti ''bamboccioni''. Quella figura che, pur di stare a casa con mammà a 30 anni suonati e, con la scusa della mancanza del lavoro, non ha mai inviato un curriculum o si è limitato a chiedere l’italianissima ''raccomandazione''.

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