

di Fabio Tornatore

VITERBO - 'I commercianti del centro storico di Viterbo nostri associati sono sfiduciati e disincantati' spiega Francesco Bafundi, coordinatore di Confcommercio Viterbo 'il clima di recessione sembra abbastanza chiaro, c'è stato un calo importante anche nei negozi storici. Complice la situazione internazionale e la vicinanza della grande distribuzione al centro storico, si respira un'aria di grande incertezza'.
Secondo il coordinatore di Confcommercio di Viterbo Francesco Bafundi la situazione dunque sarebbe particolarmente grave: 'il clima di incertezza è sicuramente accentuato da misure poco chiare, sulla mobilità, sulla pedonalizzazione, anche sugli orari di chiusura ci sono state misure adottate, poi revocate, poi modificate. Serve invece una strategia sul medio-lungo termine, con obiettivi chiari. In una direzione o nell'altra, in ogni caso ci sarà chi non sarà d'accordo' continua Bafundi 'i commercianti hanno bisogno di misure concrete e certe. Sono politiche che sicuramente richiedono coraggio da parte dell'amministrazione, con un progetto chiaro e definito'.
Il coordinatore di Confcommercio delinea poi la situazione internazionale preoccupante e le politiche che Viterbo ha attuato negli anni passati: 'Ovviamente la situazione non è facile, vista la situazione economica internazionale. Ci troviamo in una congiuntura che sicuramente non agevola le imprese. Poi ci sono anche le progettualità che Viterbo ha intrapreso negli anni passati, con la grande distribuzione così vicina alle mura del centro storico, di sicuro questo non ha aiutato in clima di recessione. Se prendiamo per esempio cittadine come Siena, che si può per molti aspetti paragonare a Viterbo, negli anno '80 ha attuato politiche lungimiranti, impedendo che i centri commerciali fossero costruiti a entro 'X' chilometri dal centro città. Questo non vuol certo dire che i centri commerciali siano un male, ma che le infrastrutture andavano progettate con maggiore strategia'.
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