ANNO 16 n° 275
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Cinema Trieste aperto: una mobilitazione per il funerale
45 associazioni hanno aderito al corteo funebre che si svolgerā domani a Viterbo

VITERBO – Una mobilitazione per salvare il cinema Trieste. Alla manifestazione di domani pomeriggio denominata ''Funerale della cultura'' parteciperanno davvero in tanti: 45 le associazioni che hanno aderito al corteo funebre e tanti cittadini che sfileranno per le vie di Viterbo.

''Lo scopo del funerale – dicono dal comitato cinema Trieste aperto, spazi alla cultura – è sensibilizzare l’opinione pubblica  sulla mancanza di luoghi di aggregazione culturale. La chiusura del cinema è solo la punta di un iceberg alla cui base ci sono la conclusione delle attività al cinema Lux, all’Azzurro, al Metropolitan, il teatro dell’Unione è in ristrutturazione e non sappiamo quando tornerà ad ospitare un cartellone di spettacoli. Il San Leonardo è l’unica sala che resiste, ma è inarrivabile a livello economico per tutte le realtà che si occupano di formare gli attori e gli adulti del futuro''.

C’è un dato che colpisce i componenti del comitato: ''Dal 1600 Viterbo ha sempre avuto un teatro aperto, ma oggi non è così. L’intento del movimento è capire se questa fame di cultura sia soltanto nostra, oppure possa diventare un’esigenza dell’intera cittadinanza. Inoltre vogliamo aggiungere che noi non siamo contro la Curia, ma andiamo contro una scelta che è stata fatta dalla Curia stessa. Infatti domani non sarà toccato alcun luogo religioso''.

Il corteo funebre partirà da piazza Adolfo dove c’è la scuola dell’Ellera intorno alle 17,30 e si concluderà a piazza Verdi alle 2, andando a toccare il teatro dell’Unione, via Ascenzi, piazza del Comune e piazza delle Erbe. Il tentativo è ripercorrere gli spazi (teatri e cinema) chiusi a Viterbo, raccontandone una breve storia. Lo scopo è celebrare il lutto di una città che vede espropriato il proprio diritto alla cultura.

Al termine ci sarà un’assemblea pubblica alla quale sono stati invitati gli operatori culturali, le associazioni, gli artisti, le compagnie, le scuole di teatro, musica, danza, i movimenti e le istituzioni scolastiche che sono sensibili alla tematica. Infatti la volontà è stilare un programma che poi andrà sottoposto all’attenzione delle istituzioni ed è allo studio la possibilità di creare una grande associazione che comprenda tutte le realtà produttrici di sapere della città per proporsi come un’unica grande forza agli occhi degli enti pubblici.

Il messaggio che deve passare dal funerale della cultura sta nella fatto che secondo il comitato ''Viterbo fino ad oggi è stata una città abituata a ospitare eventi e non a produrli. Una città è culturalmente viva se produce formazione intellettuale''.

Domani tutti i componenti del comitato saranno vestiti di nero in segno di lutto.

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