ANNO 16 n° 272
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Chirurgia protesica dell'anca e del ginocchio
L'intervista al Dottor Vincenzo Buompadre, ortopedico specialista di traumatologia sportiva

VITERBO – Gli interventi di protesi articolare sono sempre più diffusi per aumento dell’età media della popolazione, aumento delle richieste funzionali, miglioramento dei risultati della chirurgia. Il Dottor Vincenzo Buompadre, ortopedico specialista di traumatologia sportiva, spiega come comportarsi nel caso in cui non sia più possibile procedere con le terapie.

Per problemi all’anca ed al ginocchio si prevede prima di tutto la terapia rigenerativa (per casi non ancora gravi) o intervenire con la chirurgia protesica solo nel momento in cui l’artrite non si possa curare in altro modo.

La terapia rigenerativa è utilizzata non solo in ortopedia, dove vengono utilizzate le cellule staminali prelevate dal sangue (piastrine o monociti), dal midollo o dal tessuto adiposo (quest’ultima è in convenzione, mutuabile). Queste metodiche (in vario grado) hanno potenzialità terapeutiche: antiinfiammatorie con riduzione dolore, favorire i processi riparativi, effetto lubrificante.

Questa terapia può essere utilizzata per artrosi di grandi articolazioni, lesioni cartilaginee focali post-traumatiche (anca, ginocchio, caviglia, spalla, gomito, polso), tendinopatie acute e croniche, lesioni muscolari. Questa terapia non è un’alternativa alle altre terapie conservative (medica, infiltrativa, fisioterapia), ma è integrativa e non le esclude.

La chirurgia protesica viene effettuata solo quando l’artrosi non po' più essere curata da nessuna terapia e si evidenzia l’inefficacia dei trattamenti conservativi o meno aggressivi. Il ruolo del paziente che deve sottoporsi ad intervento è fondamentale: preparazione preoperatoria, kinesiterapia, dieta, controllo e comunicazione delle patologie prima e dopo l’inserimento della protesi, controllo del dolore e del sanguinamento, tipo di protesi e riabilitazione post-operatoria.

Esistono due vie d’accesso più utilizzate: l’anteriore e la postero-laterale. Quest’ultima è quella preferita dal Dottor Buompadre: “Oltre ad essere la via d’accesso che ho imparato all’inizio della mia carriera, è il metodo che permette di affrontare tutte le situazioni complicate, soprattutto per fratture del bacino e femore.

Il Dottor Buompadre visita e opera in cliniche convenzionate del Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche e Toscana.

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Il Dott. Vincenzo Buompadre riceve a Terni in via Ciaurro 6.

Per maggiori info visita il sito internet: www.vincenzobuompadre.com




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