ANNO 16 n° 275
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La serranda del chiosto tagliata per permettere alle forze dell'ordine di entrare nel chiosco
Caso Podda, Mazzola scrive al Tar
Il sindaco di Tarquinia chiede al tribunale di esprimersi sul provvedimento
di abbattimento: nel caso di conferma Bernardo e Patrizio se ne andranno

di Domenico Savino

TARQUINIA – Il blitz è programmato all’alba. Sono le 5 del mattino: è buio, fa freddo. Davanti al chiosco dei fratelli Podda arriva uno stuolo di forze dell’ordine. L’obiettivo è sgomberare: in sequenza si presentano Carabinieri, Polizia, dirigenti dei commissariati di Tarquinia e Viterbo, Digos, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco. In realtà l’ordinanza di sgombero è datata 16 dicembre, ma la resistenza di Patrizio e Bernardo Podda ha fatto slittare il tutto. Ieri si sono incatenati e hanno anche minacciato di darsi fuoco, qualora la loro attività fosse rasa al suolo. Difendono il loro lavoro, i loro dipendenti, il deprezzamento delle attività e delle abitazioni che sorgono lungo la statale Aurelia, proprio quel tratto dove passerà l’autostrada tirrenica. Quest’ultima sarà “cancellata” e da strada pubblica e gratuita diventerà autostrada privata soggetta al pagamento di un salato pedaggio.

Questa mattina c’erano anche le ruspe: i Podda restano fermi sulle loro decisioni. I Vigili del Fuoco tagliano le catene, Berardo si sente male e viene portato in ospedale, ma tornerà subito. Nel frattempo Patrizio resta dentro, ma le forze dell’ordine vogliono entrare ugualmente: tagliano la serranda con un frullino, sfondano la porta. Allora Patrizio chiede che intervenga il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola. Alle 7.30 Mazzola piomba al chiosco. Sono momenti concitati: si parla, si discute anche in modo animato. Ci sono anche i dirigenti della Sat (Società autostrada tirrenica). Si arriva a un compromesso. Il sindaco scriverà al presidente del Tar senza entrare nel merito della vicenda, ma chiedendo al tribunale regionale di esprimersi se sospendere o meno il provvedimento di abbattimento. Insomma Mazzola sollecita il Tar: il primo cittadino tirrenico non può far nulla, ma comunque prova a mediare. I Podda, nel caso di una conferma, se ne andranno e chiederanno il risarcimento del danno; nel caso contrario la loro attività sarà salva. Per ora. L’appuntamento è per le 15 quando il tribunale si esprimerà. Nel frattempo ci sono tre dipendenti (due fisse e una part time) dell’attività dei Podda che rischiano di rimanere senza lavoro. Una di loro chiede al sindaco Mazzola: “E adesso cosa faccio? Me lo trovi lei un lavoro”. E Mazzola risponde: “Mi mandi un curriculum”. Non resta che attendere le 15. E’ uscito anche il sole. Ma sull’Aurelia fa ancora molto freddo.

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