

VITERBO – Sarà nero, nerissimo, e non bianco, il Natale che si preparano a vivere le tre dipendenti di Bernardo e Patrizio Podda, i proprietari della rivendita di formaggi all’uscita dell’autostrada Roma-Civitavecchia, nel territorio del comune di Tarquinia, che ieri è stata rasa al suolo per fare posto ad un tronco dell’autostrada Civitavecchia-Livorno.
Per 48 ore, da quando il chiosco doveva essere sgomberato per lasciar lavorare le ruspe, sono state accanto ai fratelli Podda per salvare il loro lavoro. Sono in tre, due fisse e una part-time. ‘’Non sarà un bel Natale. – dicono due delle impiegate (nella foto) – Sono anni che lavoriamo in questa attività commerciale e adesso ci sentiamo avvilite. I nostri clienti ci chiedono che fine faremo, ma noi non sappiamo che rispondere’’.
E la stessa domanda è stata posta da una delle due donne al sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola durante l’incontro di ieri al chiosco: “E adesso cosa faccio? Me lo trovi lei un lavoro”. Il primo cittadino, per tutta risposta, le ha detto di inviare un curriculum.
Il sit-in davanti al chiosco dei fratelli Podda, situato all’incrocio tra l’autostrada Civitavecchia – Roma e l’Aurelia, è iniziato lunedì. I due protagonisti, Patrizio e Bernardo, hanno lottato con la forza per non vedere infrangersi il lavoro di una vita: si sono incatenati e hanno minacciato di darsi fuoco. Poi ieri, alle 5 in punto, il blitz delle forze dell’ordine: polizia, carabinieri, digos, guardia di finanza e vigili del fuoco, che hanno trovato Patrizio e una delle sue dipendenti incatenati all’interno della struttura. Alle 7,30 sono arrivati il primo cittadino di Tarquinia e i dirigenti della Sat (Società autostrada tirrenica) e con loro anche il compromesso: Mazzola prova a mediare e promette di scrivere al Tar, che si pronuncia nel pomeriggio. Il parere, però, è negativo e i fratelli, con le lacrime agli occhi, sono costretti a sgomberare quello che da anni è il loro posto di lavoro. In quel tratto che porta al molo di Civitavecchia, dove a pochi metri c’è il cartello stradale che indica l’imbarco per la Sardegna, terra d’origine dei Podda.
Dopo la pronuncia del Tar le ruspe si si sono accese e si sono dirette verso il punto vendita dei Podda. Pochi minuti di lavoro, qualche vangata, e del chiosco sono rimaste solo le macerie. Macerie che a breve lasceranno spazio alla Civitavecchia - Livorno.
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