ANNO 16 n° 274
''Canne della discordia: il nostro piano non riguarda la zona Gabelletta/Lucrino''
Il Biodistretto lago di Bolsena chiarisce il progetto nato in collaborazione con il Comune di Montefiascone e respinge le critiche dei docenti del Dafne dimissionari

BOLSENA - Il Biodistretto lago di Bolsena fa chiarezza sulle canne della discordia in zona Gabelletta a Montefiascone.

''Vogliamo qui rasserenare gli animi: nel tratto di riva interessato dal progetto del Biodistretto non è in corso un intervento di stravolgimento dell’ecotono ripariale verso un pratino all’inglese. Inoltre, l’intervento sperimentale di riqualificazione della vegetazione ripariale effettuato dal Biodistretto nel 2023, non riguarda quanto realizzato quest’anno dal Comune di Montefiascone in zona Gabelletta/Lucrino, intervento che è stato oggetto di critiche su canali social e altre sedi''.

A parlare sono Gabriele Antoniella e Marco Lauteri, rispettivamente presidente del Biodistretto e coordinatore del Comitato scientifico del Biodistretto.

''Il progetto, nato in collaborazione tra Biodistretto Lago di Bolsena e Comune di Montefiascone e finanziato dalla Regione Lazio - dicono - vuole sperimentare modalità idonee per ripristinare le fasce di vegetazione ripariale (arborea, arbustiva ed elofitica), proponendo al contempo: una modalità di fruizione turistica rispettosa della naturalità dei luoghi; zona monitorata di eradicazione della canna domestica (Arundo donax), specie invasiva in espansione lungo le sponde del lago di Bolsena, a favore della Phragmites australis; messa a dimora di specie arboree tipiche di questa fascia ripariale (salici e ontano nero) e ripristino di condizioni favorevoli alla cannuccia di palude''.

Presidente del Biodistretto e coordinatore del Comitato scientifico spiegano che ''il progetto “Nuovi modelli di gestione della vegetazione ripariale” del Biodistretto Lago di Bolsena, presentato alla Conferenza dei servizi,  ''riguarda un intervento sperimentale in atto in un tratto di costa limitato, all’interno della particella demaniale in concessione al Biodistretto'' e che tale progetto è ''in sintonia con quanto previsto dalle Misure di Conservazione del sito Natura 2000, Zona Speciale di Conservazione (ZSC ) IT6010007 “Lago di Bolsena” emanate dalla Regione Lazio con DGR 162/2016''.

Gabriele Antoniella e Marco Lauteri sottolineano che ''il Biodistretto non è coinvolto in alcun modo con l’intervento realizzato in zona Gabelletta/Lucrino nell’anno in corso; esso è stato eseguito con modalità progettuali e operative estranee e ignote al Biodistretto stesso''.

I vertici del Biodistretto intervengono quindi sulle dimissioni dei docenti del Dafne dal Comitato scientifico, dimissioni motivate - tra l'altro - proprio dal progetto non condiviso dagli accademici.

''Gli accademici, dimissionari per loro unica scelta dal Comitato Scientifico del Biodistretto, non hanno contribuito ai lavori del Comitato stesso inerenti questo o altri progetti del Biodistretto sul territorio - dicono presidente e coordinatore - Sono stati semplicemente assenti a riunioni e tavoli di lavoro in proposito. Sembra quindi strumentale ad altro da comprendere, la loro recente presa di distanza a mezzo stampa da un progetto a cui non si sono mai interessati e che, evidentemente, non conoscono. Vero è che il progetto in questione è stato pianificato attraverso il fattivo contributo di numerosi esperti sia accademici che di altri istituti di ricerca e di tutela ambientale''.

Antoniella e Lauteri rivolgono infine un appello: ''a riunire in maniera propositiva le competenze e gli sforzi di tutto l’associazionismo e di tutti gli interessati al futuro del nostro amato lago di Bolsena''.




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