ANNO 16 n° 275
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Assalti armati in banca,
pesanti condanne
a Mariani e Ovidi

VITERBO – Dopo due ore di camera di consiglio, il collegio presieduto da Gaetano Mautone con a latere Eugenio Turco e Rita Cialoni ha emesso la sentenza di condanna a carico di due pluripregiudicati.

Si tratta di Massimo Mariani e Manuel Ovidi, entrambi 40enne pluripregiudicati, ex militanti dell’estrema destra capitolina e arrestati nella primavera del 2011 dai carabinieri del Nucleo investigativo di Viterbo.

Al primo sono stati inflitti sette anni, mentre ad Ovidi sei e mezzo perché ritenuti i responsabili di tre rapine: due alla Banca di credito cooperativo di Capranica a Oriolo Romano (agosto 2010 e gennaio 2011), e una al Monte dei Paschi di Siena di Vetralla (gennaio 2011).

Fu la Bcc soprattutto bersaglio di veri e propri assalti armati: dall’aprile 2010 al gennaio 2011, fu infatti svaligiata tre volte per un bottino totale di circa 120mila euro. (L’istituto di credito ha chiesto 20mila euro di danni).

Ai colpi messi a segno ad Oriolo, seguì il colpo all’Mps di Vetralla, con la minaccia a un vigilantes, che fu immobilizzato e disarmato. E, infine, la rapina sventata a Manziana, che portò all’arresto di Ovidi, del “palo” Albertazzi e del giornalista Pannullo, che aveva messo a disposizione la sua casa per farne la base logistica del sodalizio criminale.

Mariani, invece, fece perdere le proprie tracce rifugiandosi in Spagna. A tradirlo fu una telefonata fatta alla badante della madre, una donna sarda ma residente a Ronciglione, chiedendole di portargli alcuni documenti, un seggiolino per il figlio e denaro. I carabinieri del maggiore Trombetta, all’epoca, piazzarono un rilevatore Gps a Ronciglione e, seguendo la badante (T.G.), arrivarono dritti dritti da Mariani, a Valencia. Il capobanda fu arrestato il 22 giugno 2011 su mandato di arresto europeo emesso dal gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli, su richiesta del sostituto Renzo Petroselli.

Oltre alle condanne di reclusione, a Mariani ed Ovidi sono state inflitte l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e multe da 3mila e 2400 euro.

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