

VITERBO – (An.Ar.) “Scusa ma tu spotti?” “No, guarda, a me piacciono le donne”. “Spottiamo insieme? No, grazie, sono ricco di famiglia”. “Oggi ho spottato un fico pazzesco…” “E che ti sei data alla botanica?”
Dialoghi più o meno immaginari tra chi è avanti e chi invece stenta ad adeguarsi alle ultime mode. Già, perché la tendenza del momento è lo spotting, verbo inglese che vuol dire, tra tante altre cose, anche “vedere”, “individuare” (nota semantica uno: Trainspotting, romanzo e poi film, che in inglese significa guardare i treni). Ora, lo spotting è arrivato anche a Viterbo e nella Tuscia, e comincia a diffondersi più o meno viralmente su Facebook (nota semantica numero due: i viterbesi doc tradurrebbero to spot in “cioccare”).
Di cosa si tratta? Si apre una pagina sul social network, e si chiede l’iscrizione sotto forma di amicizia. Chi si iscrive può segnalare agli amministratori del sito, che fungono da tramite, una persona che ha visto, incontrato, notato, insomma spottato. E che vorrebbe rincontrare, conoscere, frequentare e magari un domani conquistare, campa cavallo. Loro, gli amministratori, ripropongono il messaggio in forma anonima sulla pagina facebook e chiedono aiuto agli altri iscritti per individuare mister (o miss) X. O magari può succedere che il diretto interessato si riconosca nella descrizione e, se non è troppo timido (ma chi è timido nell’era del web 2.0? Nessuno) si faccia avanti. Insomma, è una specie di Chi l’ha visto, solo che meno tragico e soprattutto senza quella maestrina della Sciarelli.
Il sistema sembra funzionare. E’ nato in America, nei grandi campus universitari dove la fauna è numerosa e vogliosa. Poi è arrivato anche da noi, partendo sempre dalle università – lo stesso percorso originario di Facebook – e diffondendosi anche per gli altri luoghi. Nella Tuscia ci sono già diverse pagine attive e in crescita come utenti e messaggi. Un paio riguardano l’ateneo, e vi si possono leggere appelli come questo, diretto e chiaro: “Alla ragazza mora, con il giubbotto nero e i jeans che ieri era all’esame di critica… Volevo dirti che sei uno schianto”. Non è dato sapere come sia andato l’esame, ma in quanto a critica, be’, siamo sul positivo. Altri usano un gergo più criptico, ma l’obiettivo finale in sostanza è sempre quello: “Santa Maria in Gradi: A quel koala che si aggira per l'università: falla finita di fare il prezioso! T'ho pure spottato, che vuoi di più? Scendi da quel portapranzo e famo sto pangrattato!”. Laddove per “pangrattato” si possono trovare un sacco di maliziose interpretazioni.
Questo per quanto riguarda l’università e gli universitari, gente un po’ stramba che fa una vita a sé rispetto al resto della città. Ma anche i viterbesi duri e puri hanno appreso presto l’arte dello spottare. C’è Spotted Tuscia, che si rivolge a tutti quelli che hanno visto una persona interessanti nei centri commerciali, locali notturni, bar, centro storico eccetera. E infatti, proprio in centro, vengono segnalati avvistamenti del genere: “ Avvistata ragazza castana con tacchi rossi e passo veloce h 11:00... Mio Dio quanto me fai sangue”. Oppure: “Due righe book bar: al ragazzo dagli occhi verdi cappotto nero e jeans che stava sorseggiando un drink e parlando allegramente con i suoi amici all'esterno del bar... Ci siamo scambiati uno sguardo per pochi secondi ... Rivelati e prendiamo un caffe!'. Magari pure l’ammazzacaffè.
Insomma, la manìa dilaga, visto che ha aperto anche una pagina per Montefiascone, una per Montalto di Castro, e altre ancora ne apriranno nel futuro prossimo, c’è da scommetterci. Almeno fino a quando la moda non passerà, perché tutte le mode passano, e quelle sulla rete pure più velocemente delle altre. A proposito: l’ultima frontiera è lo Spotted dedicato ad un locale, una discoteca. Tipo: sei andato/a a ballare e hai visto qualcuno/a che ti sconfinfera?Bene, la puoi ricercare il giorno dopo, col mal di testa e morto di sonno, sulla pagina facebook dedicata (domanda: ma non era meglio provarci subito, lì, su due piedi? Boh).
Resterebbero da fare un paio di considerazioni a margine. Della serie: ma questi gggiovani d’oggi hanno proprio bisogno di nascondersi dietro facebook, e un presunto anonimato, per provarci con un coetaneo? E ancora nascerà qualche matrimonio da persone che si sono spottate? Più probabile che venga fuori un po’ di sana attività sessuale. In ogni caso, ai sociologi e agli analisti spetterà il compito di rispondere e di approfondire questo fenomeno. E magari anche le iniziative collaterali già nate, come quello Sfotted Tuscia, che si propone come sfogatoio virtuale verso le persone che hai visto e che ti stanno cordialmente sulle scatole.