ANNO 16 n° 272
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Il pranzo sociale
Al pranzo sociale un tavolo vuoto. Un simbolo dell'assenza del Comune?
Mecarini e Rossi: ''Da soli non abbiamo paura di niente, andiamo avanti''.
Si allarga la rete dei comitati cittadini promossa dai facchini di Santa Rosa

VITERBO - Il Sodalizio pranza da solo e non si trova male. Primo pranzo sociale dei facchini, dal dopoguerra a oggi senza amministratori di Palazzo dei Priori. Soltanto i cavalieri di Santa Rosa e le loro famiglie a Villa Finnesterre di Fabrica di Roma. ''Siamo stati benissimo, e per la prima volta abbiamo potuto iniziare perfettamente in orario. Noi siamo tutti puntuali, in ogni cosa che facciamo'', ci raccontano. Un tavolo soltanto è rimasto vuoto, quasi a simboleggiare l’assenza?

I rappresentanti del Comune di Viterbo questa volta non sono stati invitati. Il motivo? Il Comune, che ha sempre pensato al saldo del conto, in omaggio allo sforzo dei facchini per la città, si è ''dimenticato'' di saldare il pranzo del 2013.

Durante l’appuntamento sono state distribuite le targhe, ai veterani, dove al posto dello stemma di Palazzo dei Priori figura quello della Banca di Viterbo. Realtà che ha sostenuto la spesa per le targhe stesse.

All’incontro i discorsi del presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e del capofacchino Sandro Rossi. Hanno battuto un tasto dolente: ''Anche da soli non abbiamo paura di niente, andiamo avanti''. All’incontro si è parlato anche della rete dei comitati cittadini, promossa dai facchini. Sta crescendo e insieme realizzeranno presto delle iniziative.

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