ANNO 16 n° 275
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Il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi
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Afghanistan: militare viterbese ucciso da una bomba
Roberto Marchini, di 28 anni, era di Caprarola

Un militare viterbese, Roberto Marchini, è morto oggi (12 luglio) in Afghanistan in seguito all'esplosione di un ordigno avvenuta a Bakwa, nella parte meridionale del settore ovest del paese, tutto a comando italiano.

Marchini, 28enne geniere-paracadutista dell'ottavo reggimento guastatori di Legnago (Verona), era originario di Caprarola, dove risiede la famiglia, e stava svolgendo la sua ultima operazione prima di prendere una breve licenza che il 15 luglio gli avrebbe permesso di ritornare in Italia per festeggiare il suo ventottesimo compleanno (il prossimo 21 luglio). La sua missione, invece, sarebbe terminata a fine agosto.

Con la morte di Marchini salgono a 40 i militari italiani impegnati nella missione Isaf in Afghanistan che hanno perso la vita.

L’ATTENTATO - Durante la ricognizione, riferiscono fonti militari, i soldati italiani ed afgani hanno individuato tre ordigni: sono scesi, per neutralizzarli e mettere in sicurezza l'area, quando è esploso un quarto IED. L'esplosione ha investito il militare appena sceso dal mezzo.

L'episodio è avvenuto a circa 3 chilometri a ovest dalla 'Fob Lavaredo', la base avanzata del contingente italiano nel distretto di Bakwa, nella 'calda' provincia di Farah. Si tratta dello stesso distretto nel quale 10 giorni fa, il 2 luglio, è stato ucciso il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, anch'egli vittima di un 'Ied'.

IL DOLORE DELLA FAMIGLIA - Marchini era benvoluto da tutti a Caprarola, profondamente rispettato come la sua famiglia, ora straziata dal dolore. A piangerlo sono il padre Francesco, artigiano, la madre Pina, casalinga, e la sorella Elisa, che lavora in una clinica di Tivoli.

''I genitori di Roberto hanno reagito con grande compostezza e dignità alla notizia della morte del proprio figlio''. Ha dichiarato il generale Giuseppe Pilosio, vicecomandante del Comando militare della Capitale, dopo aver informato la famiglia dell'uccisione del militare.

Nella loro abitazione da stamani è stato un susseguirsi di visite fra amici, parenti, ufficiali e psicologhe dell'Esercito. A loro si sono uniti anche il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi ed il vescovo della diocesi di Civita Castellana, monsignor Romano Rossi, accompagnato dal parroco del paese, don Mimmo Ricci.

CAPRAROLA IN LUTTO - Centinaia di persone, da quando si è diffusa la notizia, hanno fatto visita ai parenti del caporal maggiore. 'Era un bravo ragazzo, amico di mio figlio fin da bambino - racconta una donna -, si vedevano ogni volta che veniva in licenza, cenavano insieme e facevano le cose tipiche dei ragazzi di quella età. Roberto - aggiunge - non era fidanzato, almeno ufficialmente, e non aveva hobby particolari. Fin da ragazzino voleva fare il militare. Sarebbe stato meglio se non fosse riuscito a realizzare il suo sogno'.

Uno zio, marito della sorella della madre di Roberto, all'esterno del condominio riceve i militari e le autorità che si recano a far visita alla famiglia e li accompagna all'ingresso, sorvegliato da militari e carabinieri. 'In questo momento - spiega - i genitori non se la sentono di incontrare i giornalisti. Hanno solo espresso il desiderio che tutti i giornali abbiano una foto di Roberto in divisa. Il sindaco del paese Eugenio Stelliferi si è preso l'impegno di diffonderla per assecondare il loro volere'.

IL RICORDO DEI COMMILITONI - Commozione e profondo dolore tra i commilitoni di Roberto, che era giunto a Legnago il 2 agosto del 2005. ''Una persona eccellente. Un ragazzo d'oro sempre allegro'' è il suo ricordo in caserma. Marchini era molto legato alla divisa, ''attaccato al suo dovere'', e sul piano professionale è ricordato come un ''eccellente guastatore'' facente parte di un team specializzato proprio nell'opera di ricognizione e individuazione degli ordigni.

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