ANNO 16 n° 274
Virgil, agli americani
piace la Cittą dei Papi
Oggi l'incontro tra gli autori del progetto e il sindaco Michelini
13/03/2015 - 00:01

di Roberto Pomi

VITERBO - Progetto Virgil, così la città dei papi potrebbe concretizzare uno sbocco sul mondo. Si parla di diverse centinaia di studenti americani che ogni anno arriverebbero a dare respiro all’economia del territorio. Oggi una delegazione di diversi professori a stelle e strisce incontra il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore Delli Iaconi, per una visita nei luoghi dove si pensa di sviluppare il tutto.

Il Comune di Viterbo non è chiamato a investire propri fondi, ma a svolgere una funzione di facilitatore per questa iniziativa che si regge tutta su capitali privati. Generando però inevitabili ricadute positive, sotto molti profili compreso quello economico, nel Viterbese.

Ma cosa è ‘Virgil’? Un progetto che si propone di offrire a studenti delle università americane, impegnati in percorsi di formazione su materie umanistiche, un’esperienza in Italia. Sei mesi o un anno nel Bel Paese, per effettuare i propri studi e perfezionare la propria formazione.

Il Progetto Virgil, studiato per Viterbo, punta a funzionare attorno ai concetti “classici” di otium et eruditio. In primo luogo, si intende creare un contesto di otium (inteso nella sua accezione antica di 'tempo per lo studio') attraverso specialisti impegnati in progetti di ricerca, offrendo loro una sede dove potranno scrivere e discutere le loro ricerche. Il centro di studio godrà del vantaggio di svilupparsi non solo nell’interessante ambiente culturale di Viterbo, ma della prossimità dei numerosi siti etruschi. A tale proposito è allo studio la possibilità che gli studiosi americani e i loro studenti possano concentrare alcune specifiche ricerche archeologiche in un sito a loro riservato. A tal fine il Comune di Viterbo, nella veste di facilitatore dell’iniziativa, insieme alla Sovrintendenza, potranno individuare l’area più opportuna da valorizzare a tal fine. Tutti gli oneri relativi a questa fase archeologica faranno esclusivo capo a Virgil, mentre i risultati scientifici saranno ovviamente patrimonio italiano.

Inoltre, in virtù della posizione strategica della città di Viterbo, gli studiosi saranno in grado di recarsi facilmente a Roma, ai siti culturali di Firenze, Bologna, Napoli e altre grandi città che hanno importanti siti culturali affini. L'aspetto otium di Virgili, che chiaramente punta a essere molto attivo e prolifico si distingue dalle analoghe iniziative già esistenti in Italia – si pensi al Bellagio Center della Fondazione Rockefeller a Como o l'American Academy in Rome – perché offre non solo il profilo didattico/accademico (come avviene nelle due istituzioni citate), ma anche l’opportunità unica di lavorare ai progetti e studiare. Il centro di Viterbo punta dunque a divenire un esempio di cooperazione internazionale, capace di attrarre una vasta platea composta da ricercatori interdisciplinari e studenti.

Sotto il profilo dell’eruditio gli studiosi e i ricercatori saranno incoraggiati ad interagire con il Centro, il personale e, soprattutto, con gli studenti, che saranno ammessi al Virgil di Viterbo. Uno degli obiettivi di Virgil consiste nel dimostrare che otium et eruditio sono processi di elevazione culturale pienamente integrati. È previsto che alcuni studenti, ad esempio, potranno svolgere internship affiancando gli studiosi impegnati ad effettuare ricerche nel territorio viterbese.

I campi della ricerca non saranno limitati all’archeologia etrusca, ma spazieranno alla storia dell'arte, alla letteratura italiana, agli studi medievali, agli studi classici e filologici, ivi compresi la cultura cinematografica, che in Italia ha un profondo retroterra classico. L’obiettivo di Virgil, infatti, è di offrire un approccio globale per l'istruzione.

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