ANNO 16 n° 275
''Virgil'', un ponte tra Usa e Viterbo
In arrivo 500 studenti americani e vari docenti, resteranno in cittą circa 4 mesi
11/12/2014 - 00:45

di Roberto Pomi

VITERBO - Un ponte tra Viterbo e gli Stati Uniti è in via di progettazione. Si chiama ''Virgil'', come il poeta latino che accompagnò Dante nella Divina Commedia, e non è fatto di acciaio e cemento armato ma di persone. Anzi, di studenti e docenti.

La città dei papi è sotto l’attenzione dei curatori dell’iniziativa, che punta a individuare luoghi del Bel Paese funzionali al miglioramento delle formazione di studenti americani che studiano materie umanistiche. 

Una delegazione di ''Virgil'' è arrivata in città lo scorso 9 dicembre, per effettuare un giro culturale-turistico. Nello scorso mese di settembre ci sono stati i primi contatti con gli amministratori di Palazzo dei Priori. Obiettivo è costruire questo ponte tra le università americane e l’Italia. Sperando che uno dei pilastri possa poggiare proprio nel capoluogo della Tuscia.

Il progetto su Viterbo stima l’arrivo di cinquecento studenti per il primo anno di attività (gennaio 2016). Si prevede una prima sessione pilota a cui far seguire iniziative di diffusione dei risultati e comunicazione dell’offerta agli istituti universitari interessati. Il lancio dell’iniziativa sarà fatto attraverso una campagna di comunicazione mirato alle 124 Università migliori degli USA, per tutto il 2015.

Viterbo risponde bene all’identikit del posto ideale, per i curatori del progetto: grande patrimonio culturale, plurisecolare storia umanistica, posizione baricentrica in Italia.

L’ipotesi di lavoro prevede che la città metta a disposizione un centro di prestigio che accolga gli uffici, poche aule, spazi comuni e la residenza dei circa 10 docenti e ricercatori americani. I circa 10 docenti e ricercatori americani e i circa 500 studenti, invece, potranno essere ospitati, a spese proprie, presso le strutture alberghiere del territorio in un periodo che si stima possa essere di circa 4 mesi (metà gennaio-metà maggio). La concretizzazione del tutto rappresenterebbe una boccata d’ossigeno non da poco per il malconcio capoluogo della Tuscia. 500 ragazzi americani, presenti sul territorio per quattro mesi, si tradurrebbero in alloggi, consumi alimentari e spese varie. Tutto che va a impattare sull’economia locale, in un periodo poco turistico.

La loro presenza permetterebbe la costruzione e il consolidamento del settore dell’accoglienza turistica. Sarebbe necessario il coinvolgimento di operatori turistici del territorio. Si prevede, infatti, che alcuni dei più importanti pezzi del patrimonio culturale della Tuscia possano divenire specifico oggetto di studio e specializzazione.

Naturalmente la baricentricità della città di Viterbo consentirà, infine, accanto alle visite delle località contigue (Tuscania, Tarquinia, Vulci, Bolsena, Bomarzo, Civita di Bagnoregio, Montefiascone, Ronciglione), quelle di altri importanti luoghi quali Roma, Pompei, Firenze, Napoli e altri. 

Una Tuscia diversa, capace di rimettere al centro il lavoro, passa anche da progetti di questo tipo. Progetti capaci di mettere in gioco Viterbo a livello globale, con quel patrimonio storico-artistico e di posizione geografica che non è mai stato finora messo a frutto.

Facebook Twitter Rss