

CASTIGLIONE IN TEVERINA – Sarà sottoposto a giudizio immediato il brigadiere dei carabinieri in servizio a Castiglione in Teverina, accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzo di venti anni del quale, secondo l’accusa, si sarebbe invaghito. Il militare è ancora agli arresti domiciliari. L’ha deciso ieri mattina il giudice per le indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero Franco Pacifici, titolare dell’inchiesta. La prima udienza del dibattimento si terrà a dicembre.
Il giudizio immediato è una procedura per così dire ''accelerata'', poiché salta l’udienza preliminare. In genere viene adottata quanto le prove a carico dell’indagato sono ritenute inconfutabili o ci si trova davanti a una piena confessione.
Il militare, secondo l’accusa, avrebbe commesso le violenze sessuali abusando del suo ruolo e praticando una vera e propria persecuzione nei confronti del ragazzo. Da qui la contestazione di altri gravi reati: dallo stalking all'abuso d'ufficio, dalle minacce alla rivelazione di segreti d'ufficio. Reato quest'ultimo che avrebbe commesso per ''ingraziarsi'' il 20enne, avvisandolo che stava per ricevere dei controlli da parte della forestale e degli stessi carabinieri. Il brigadiere è stato sospeso dal servizio.
I presunti abusi sessuali, secondo la denuncia presentata dal ragazzo, sarebbero iniziati circa quattro anni fa e sarebbero avvenuti sia all'interno della caserma, dove il giovane era continuamente convocato dal brigadiere con pretesti, e all'esterno.
La presunta doppia personalità del militare sarebbe emersa dalle indagini condotte dai suoi stessi colleghi. Sono stati proprio loro a scoprire il grande flusso di telefonate e la miriade di sms inviati dal brigadiere al ragazzo. Poi sono partite le intercettazioni telefoniche che avrebbero fatto scattare il provvedimento restrittivo.
Dalle indagini sarebbe anche emerso che le convocazioni del 20enne avvenivano sempre quando in caserma non c'era nessun altro carabiniere. Una volta entrato, il giovane avrebbe subito le attenzioni morbose del brigadiere, divorziato e convivente con una nuova compagna.
L'indagato durante l’interrogatorio del gip Francesco Rigato ha rintuzzato punto su punto le contestazioni che gli sono state rivolte e ha rigettato con forza l'accusa di violenza sessuale ai danni del ragazzo.