

CAPRANICA – Con il passare delle ore e l'evolvesi delle indagini, si fa sempre più consistente la pista dell’omicidio. Il cittadino tedesco di circa cinquanta anni, trovato morto giovedì scorso in un dirupo lungo la linea ferroviaria Roma – Viterbo, a circa un chilometro di distanza dalla stazione di Capranica, non è caduto accidentalmente né è stato travolto da un treno in transito, ma sarebbe stato ucciso. A far ritenere la pista del delitto la più probabile c’è una consistente serie d’indizi raccolti dagli uomini dalla Squadra Mobile di Viterbo, diretta dal vice questore Fabio Zampaglione. ''Le lesioni riscontrate, per la loro tipologia, fanno propendere per l’ipotesi peggiore, quella omicidiaria'' trapela da ambienti investigativi.
Ci sono innanzi tutto le ferite, verosimilmente causate da un oggetto contendente, scoperte sulla testa l’uomo. Inoltre, il dottor Mario Gobattoni, medico legale incaricato dell’ispezione esterna del cadavere, ha riscontrato un grosso livido diagonale sulla schiena della vittima che, secondo l’ipotesi più accreditata, potrebbe essere stato provocato da un colpo di spranga o da una violenta bastonata. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, presenta altre lesioni al volto e sulle braccia ritenute incompatibili con una caduta accidentale o con l'urto di un convoglio ferroviario. Inoltre, la rete di recinzione del terreno in località Pian Cucuzza, dove alcuni operai hanno trovato il cadavere, è stata manomessa e abbassata per accedere al fondo. Un particolare quest’ultimo che potrebbe avvalorare l’ipotesi che l’uomo sia stato ucciso altrove e il suo cadavere occultato dove è stato ritrovato.
I residui dubbi saranno sciolti questa mattina dall’autopsia disposta dal pubblico ministero Massimiliano Siddi. L’esame verrà eseguito nell’obitorio del cimitero di san Lazzaro a Viterbo, dove il cadavere è stato trasportato dall’agenzia funebre Daga dopo il recupero
Nella serata di ieri, infine, sono stati dissolti quasi tutti dubbi sull’identità della vittima, priva di documenti e con il volto reso irriconoscibile dalla decomposizione. Oltre alle impronte digitali, che coincidono con quelle di un uomo fermato dalle forze dell’ordine il 4 giugno scorso nei pressi di Roma, mentre vacava a piedi, apparentemente senza una meta precisa, che ha dichiarato di essere di nazionalità tedesca e di avere 50 anni, sarebbero stati trovati altri elementi, grazie alla foto segnaletica che gli era stata scattata.
L'ipotesi iniziale che potesse trattarsi di un immigrato dei paesi dell’Est Europa è caduta quasi subito, in quanto la carnagione molto chiara della vittima così come il colore capelli, hanno fatto ritenere che si trattasse sì di un europeo, ma dell’area centro-settentrionale del continente.
Ora restano da sciogliere due nodi fondamentali: chi e per quale ragione ha ucciso, peraltro in modo così brutale, il 50enne.
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