

di SDA
CIVITA CASTELLANA - La morte di Elisabetta Vaccarotti, vittima del violento impatto avvenuto nella notte tra sabato 4 e domenica 5 ottobre lungo la strada Nepesina, ha scatenato una forte reazione della comunità locale sui social: cittadini che chiedono a gran voce «giustizia» ma — soprattutto — interventi concreti per rendere la strada più sicura ed evitare che altri lutti si ripetano. I fatti sono confermati da più testate locali: l’incidente ha visto l’auto finire contro un albero in curva; la donna è deceduta sul colpo, il marito è stato elitrasportato in condizioni gravi al Policlinico Gemelli.

Nei commenti condivisi sotto gli articoli e nelle pagine locali, il dolore per la perdita si mescola all’indignazione verso le istituzioni. Alcuni esempi raccolti (testo originale) rendono l’idea dell’umore prevalente tra gli utenti:
«Comune, provincia, regione, chi di dovere: FATE SUBITO QUALCOSA»
«AUTOVELOX sulla Nepesina! Sono necessiri! Sono vitali! Cosa dobbiamo ancora aspettare! PER VIA NEPESINA»
«Urge un autovelox sulla Strada Nepesina. Troppi morti. Basta silenzio, basta rimandare.»
«Quanta gente dovrà ancora morire o rischiare la vita prima di prendere provvedimenti su questa ca@@o di Via Nepesina? Comune di Civita Castellana vogliamo fare qualcosa e smuovere chi di dovere?? Servono controlli, autovelox, segnaletica, illuminazione… qualsiasi cosa possa evitare che un’altra vita venga spezzata.Ciao Elisabetta.Rip»
«Tutti gli alberi sulla strada vanno abbattuti sono piu cause di morte sulle strade condoglianze alla famiglia»
Questi commenti mostrano due richieste ricorrenti: misure tecniche di prevenzione (autovelox, segnaletica, illuminazione, barriere, potatura/abbattimento degli alberi vicino alla carreggiata) e controlli più serrati da parte delle forze dell’ordine. Molti utenti associano la mancata azione amministrativa a un senso di responsabilità collettiva non ancora affrontata.
Dalla lettura dei commenti emergono quattro proposte concrete che ricorrono frequentemente:
Installazione di autovelox fissi o mobili nei punti ritenuti più pericolosi; la richiesta nasce dalla percezione diffusa che l’eccesso di velocità sia una delle cause principali degli incidenti sulla Nepesina.
Miglioramento della segnaletica e dell’illuminazione lungo le curve e le tratte extraurbane, per aumentare la visibilità soprattutto nelle ore notturne.
Interventi sulla vegetazione e barriere laterali: rimuovere o riposizionare alberi troppo vicini alla carreggiata e installare guard-rail dove assenti.
Controlli e pattugliamenti più frequenti, per disincentivare comportamenti pericolosi (velocità, distrazione, guida in stato di ebbrezza).
Queste istanze non sono solo espressione di rabbia momentanea: rispecchiano esigenze di sicurezza stradale già sollevate da anni in molte arterie provinciali italiane e, secondo i commentatori, in più occasioni rimaste parzialmente inevase.
La Nepesina è un’arteria che ricade nella sfera di competenza provinciale (o comunque di più enti territoriali a seconda dei tratti): per molte delle misure richieste serve un intervento coordinato tra Comune, Provincia e, dove necessario, Regione e forze dell’ordine. I cittadini sui social rivolgono la loro frustrazione proprio a questi enti, invocando azioni immediate e trasparenti. Le misure tecniche come autovelox o barriere richiedono delibere, stanziamenti e pianificazione tecnica; mentre i controlli più stringenti possono essere attivati più rapidamente, con pattugliamenti straordinari della polizia locale e dei carabinieri.