

VITERBO – Ha sborsato la bellezza di centosessantamila euro tondi tondi per una casa in località Sant’Egidio e se l’è vista mettere all’asta dopo la mancata stipula del contratto di compravendita da parte della ditta costruttrice. E dopo l’archiviazione della denuncia presentata in Procura.
Una storia che ha dell’incredibile e che, oltre alla signora M.G.C., riguarda altre ventiquattro famiglie di Marta.
Sulla faccenda erano intervenute tutte le autorità istituzionali cittadine, compreso il prefetto, ma, a quanto pare, non è servito a nulla.
“Le case andranno all’asta tra ll 14 ed il 23 marzo prossimo perché la nostra opposizione è stata rigettata dal tribunale di Viterbo”, ha spiegato detto la signora C..
“Quei 160mila euro che ho pagato sono tutti fatturati, ma i costruttore non ha rispettato né i tempi di consegna, né i suoi impegni verso le banche per estinguere l’ipoteca”. E, adesso, a farne le spese sono le venticinque famiglie acquirenti.
La signora C., ringranziando “le autorità di Viterbo, il sindaco di Marta e il parroco per l’interessamento”, si appella di nuovo alle istituzioni, chiedendo “aiuto affinché le nostre case non vadano all’asta”.