

VITERBO – (ale.ser.) Si è svolta ieri, nella sede distaccata del tribunale di Montefiascone, la seconda udienza del processo a carico Maria Lorenzin ed Enrico Esposito, sul banco degli imputati per subornazione di testimone.
Era il 20 novembre del 2010 quando agli anziani coniugi, in aula per assistere al procedimento in cui il figlio Paolo doveva rispondere di duplice omicidio, furono notificati gli avvisi di garanzia e vennero a conoscenza del fatto che, nei loro confronti, la Procura aveva aperto un fascicolo. Secondo il titolare, il pubblico ministero Renzo Petroselli, la coppia avrebbe tentato di corrompere un testimone affinché deponesse in favore del figlio Paolo.
Ieri mattina, come previsto, il giudice Italo Ernesto Centaro ha ascoltato il presunto testimone “pressato”, Augusto Pesci.
“Mi disse di stare ben attento a quello che avrei detto”, ha affermato Pesci, confermando che Enrico Esposito (che ha circa 80 anni) lo aveva intimorito.
Poi è stato ascoltato Gerando Naddeo, medico di vecchia data della famiglia Esposito e già teste durante il processo per l’omicidio di Tatiana Ceoban e delle figlia Elena.
L’udienza è stata rinviata al 4 luglio prossimo, quando la parola passera ai due imputati (che ieri non erano in aula); poi sarà la volta delle conclusione del pm Petroselli e della difesa, rappresentata dall’avvocato Enrico Valentini.
“L’ho sempre sostenuto e lo ribadisco: non esiste alcuna prova circa il tentativo di corrompere alcun testimone da parte dei coniugi Esposito. Le deposizioni di oggi (ieri per i lettori, ndr) lo hanno confermato”, ha commentato Valentini.