

di Andrea Arena

VITERBO – ''Strada Ponte Sodo, siamo pronti''. L'annuncio dell'assessore ai Lavori pubblici Alvaro Ricci è motivato: le carte sono all'ufficio gare, e la gara è questione di giorni. L'apertura di questa arteria nuovissima e dall'innegabile utilità per la città, avverrà sicuramente entro l'anno, al netto dei soliti imprevisti agguattati negli anfratti dell'italica burocrazia. La storia di questo progetto, del resto, è tribolata e se vogliamo emblematica di certi meccanismi amministrativi nostrani. Ma di questo parleremo in seguito.
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Prima vale la pena raccontare della passeggiata che Viterbonews24 ha effettuato in loco, approfittando della giornata festiva. Si scende da via Vico Quinzano, quella della parrocchia del Sacro Cuore, e si sorpassa la rotonda del Salamaro. Qui il cartello avverte: ''Strada interrotta. Traffico consentito ai soli residenti''. Be', andiamo: chi non ha una zia che abita da queste parti, o a Catanzaro?
Colpisce subito un aspetto: la strada sembra pronta. Segnaletica verticale e orizzontale perfetta: due corsie, una per senso di marcia, due corridoi laterali (ben marcati) per i pedoni, gli attraversamenti pedonali ben visibili, come il limite di velocità a 50 all'ora. Si scende e si sale tra questi canaloni ricchi di vegetazione e di pietra, che ricordano vagamente la vicina Castel d'Asso. La ginestra è in fiore. Si scavalla il piccolo ponte e si risale. Intorno, casali ristrutturati che oggi sono belle villette, e piccoli terreni di campagna, con l'orto e qualche animale da cortile. Dietro all'ultima curva, dopo due chilometri di strada, ecco l'interruzione. Una barriera di cemento e di là, a pochi metri, la Cassia sud. E' quello l'ultimo confine da rimuovere per aprire Strada Ponte Sodo e per dotare la città di un importante alternativa all'imbuto di Porta Romana, le forche caudine per chi deve attraversare Viterbo da nord a sud (o viceversa).
Dunque, se sembra pronta, perché questa fettuccia d'asfalto non viene ancora aperta, inaugurata con tanto di taglio del nastro, banda comunale, ricchi premi e cotillon? Semplice: ci sono ancora dei piccoli interventi da fare, finanziati per 140mila euro con la variazione di bilancio: ''Ci siamo – dice Ricci – Si tratta di mettere in sicurezza alcune recinzioni laterali, e alcuni confini con i terreni dei privati. Il progetto è fatto, la gara verrà indetta a giorni''. In particolare, in un punto sono visibili dei tondini che spuntano da un muro di contenimento che in effetti vanno sistemati onde evitare potenziali rischi per chi percorrerà la via.
Qualche mese d'attesa, del resto, non è un dramma se si considera la genesi tormentata di questo progetto, nato sotto altre amministrazioni e funestato da mille traversie, tra cambi di tracciato e altre indecisioni tecnico politiche. Certo, percorrendo strada Ponte Sodo non si può immaginare anche un altro sviluppo viario, specialmente se si guarda lassù, dove si stagliano i palazzoni del nuove quartiere Ponte dell'Elce. Un collegamento tra le due arterie era pure stato immaginato, nei famosi piani integrati (cioè quei progetti pubblici che realizzano i privati che costruiscono), ma sembra essere stato dimenticato chissà in quale cassetto dell'assessorato all'Urbanistica. Sarebbe il caso di tirarlo fuori.
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