ANNO 16 n° 273
Spaccio, stroncato giro d’affari da oltre 12mila euro a settimana
Usura: indagini ancora in corso
11/07/2013 - 14:26

di Alessia Serangeli

VITERBO – Sei arresti; tre denunce e sette perquisizioni. Trecento grammi di polvere bianca, settanta di hashish più un chilo di marijuana, cinque piante di canapa indica e tutto l’armamentario per il confezionamento della droga sequestrati. Oltre cinquanta carabinieri impegnati e un giro d’affari che va ben oltre i 10-12mila euro. A settimana (!).

Questi i numeri dell’operazione denominata “Chicken”, in riferimento al nome di uno degli indagati (che non è stato reso noto), e condotta dagli uomini del maggiore Guglielmo Trombetta.

Il blitz è scattato all’alba, quando nella rete dell’Arma sono finiti: B.E. (34 anni) e A.V. (37), i grossisti di Roma; G.G. (43) ed F.G. (33), spacciatori di Fabrica di Roma. E ancora: C.C. (43) ed E.R. (46), pusher anche loro di Carbognano. Tutti devono rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma non è tutto. In primo luogo perché, in totale gli arrestati sono undici, e poi perché a B.E. è anche contestato il reato di usura ed estorsione.

“L’attività di indagine è partita nell’agosto 2012 quando, dopo l’input di una fonte confidenziale, abbiamo fermato una coppia di Carbognano sulla provinciale Massarella”, ha spiegato Trombetta durante la conferenza stampa di questa mattina. I due, che risultavano nullatenenti e pure nullafacenti, campavano “della cocaina che vendevano”. Vennero quindi arrestati e l’indagine si allargò. “Oltre a svolgere numerosi servizi di appostamento e pedinamento – ha aggiunto il maggiore - ci siamo avvalsi di intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di tracciare la mappa dello spaccio tra Carbognano e Fabrica di Roma”. E Caprarola, dove in manette erano finiti due fratelli albanesi trovati con 200 grammi di cocaina già suddivisa in dosi e pronta per essere immessa sul mercato.

Personaggio chiave dell’affaire è il fornitore B.E. che, oltre a spacciare fino ad un chilo di droga a settimana tra Carbognano e Fabrica, “investiva il denaro guadagnato in attività estorsive”.

Vittima del romano un commerciante di Civita Castellana, assuntore saltuario. “In un momento di difficoltà si era rivolto all’indagato per farsi prestare 60mila euro che, in due mesi, erano lievitati a 120mila”.

Quanto “all’attività di usura – ha sottolineato il comandante della Compagnia di Ronciglione – è stata stralciata dal fascicolo della dottoressa Paola Conti ed è passata al pm Fabrizio Tucci, che ha chiesto la custodia cautelare”. Firmata dalla gip Franca Marinelli. “Mentre l’ordinanza inerente lo spaccio è stata emessa dal giudice Francesco Rigato”.

“A margine dell’attività info-investigativa – ha detto in conclusione Trombetta - sono state denunciate le mogli di G.G. ed R.N., perché hanno svolto un ruolo attivo nell’ambito dell’attività di spaccio dei rispettivi marit; ed un uomo di Carbognano per possesso ingiustificato di armi da guerra”.

E, adesso, l’indagine è tutt’altro che finita. “Abbiamo motivo di credere – hanno concluso il luogotenente Angelo Fazi, comandante del Norm, e il brigadiere Raffaele Chiavaioli, vice comandante della stazione di Carbognano - che B.E. abbia usurato anche altri commercianti di Roma”.

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