ANNO 16 n° 272
Operazione Chicken,
Usura, denunciati
madre e figlio
31/10/2013 - 11:09

VITERBO – Usura aggravata in concorso e riciclaggio. Sono queste le accuse che pendono su B.E, 35enne attualmente rinchiuso in carcere e la madre di 60anni, pregiudicata.

I due, approfittando dello stato di difficoltà economica di un imprenditore di Fiano Romano, nel 2010 gli hanno concesso un prestito di circa 40mila euro stipulando una scrittura privata di contratto preliminare di acquisto di un appartamento che l’imprenditore possiede a Roma quale forma di garanzia del prestito ricevuto, attraverso la quale gli indagati si sono assicurati il libero usufrutto dell’immobile.

Dopo le indagini dei carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Ronciglione il gip del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo dell’ appartamento il cui valore è stimato in circa 450mila. Per i due è scattata la denuncia.

Le indagini dei militari dell’Arma conclude l’operazione “Chicken” iniziata nel 2011 e che in due anni circa ha consentito di scoprire, dopo perquisizioni, pedinamenti e intercettazioni, un vasto giro di droga che arrivava fino a Roma.

Nell'ambito dell'operazione Chicken in manette erano finite sei persone; tre erano state le denunce e sette le perquisizioni. Trecento grammi di polvere bianca, settanta di hashish più un chilo di marijuana, cinque piante di canapa indica e tutto l’armamentario per il confezionamento della droga sequestrati. I pusher, residenti a Carbognano, Fabrica di Roma e Caprarola riuscivano a guadagnare oltre 12mila euro alla settimana.

Ma questi mercanti di morte non si fermavano solo allo spaccio di droga, in alcuni casi allargavano la loro attività all’usura. Un commerciante, che si era fidato di uno di loro per un prestito di circa 60mila euro, nel giro di un mese aveva visto raddoppiare la cifra a 120mila euro e doveva pagare almeno cinquemila euro a settimana per un debito che non si sarebbe mai potuto estinguere.

 

 

Facebook Twitter Rss