ANNO 16 n° 273
Sei anni di abusi sulle figlie della compagna, arrestato 46enne
31/10/2013 - 11:49

Di Flavia Ludovisi

VITERBO – Ha abusato di due sorelle per sei anni fino a quando la compagna, l'estate scorsa, ha deciso di rivolgersi alla polizia. Per questo motivo un 46enne di Marta è stato arrestato ieri dagli uomini della Mobile di Fabio Zampaglione con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Nei suoi confronti il gip Salvatore Fanti, su richiesta del pm Fabrizio Tucci, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. All'aggravante della continuazione del reato si aggiungono quelle di aver compiuto atti sessuali su minori di 14 anni e di aver abusato di loro in qualità di genitore. L’uomo infatti era il patrigno delle bambine in quanto convivente della madre. Una donna, oggi quarentenne, dell'est europeo, trasferita in Italia con le figlie nel 2005. La stessa aveva avuto tre bambine da un precedente matrimonio che, all’epoca dell'arrivo in Italia, avevano sette, nove e dieci anni.

Nel 2005 la donna intraprende una relazione stabile con l’uomo oggi accusato di pedofilia. Lei lavora prima in un ristorante poi come badante, sta fuori casa anche dieci, dodici ore al giorno, per questo confida nell’aiuto del compagno per l’educazione delle bambine. Ma già nel 2007 i rapporto tra i due sta per degenerare, lui beve molto e spesso è violento. E una sera, tornata a casa, la donna nota che le figlie hanno un atteggiamento strano, sono agitate. Dopo una reticenza iniziale viene a sapere che il compagno ha abusato di una loro, che ha solo dodici anni. Lui ammette parzialmente la violenza sessuale, si giustifica dando la colpa ai fumi dell’alcol. Lei non lo denuncia, lo perdona, ma da quel momento starà più attenta, soprattutto alle confidenze delle bambine.

Ma nel 2010 la relazione si rompe definitivamente, lui si trasferisce in un’altra casa ma continua ad intrattenere rapporti con le bambine. La coppia nel frattempo ha avuto un bimbo e proprio con questa scusa l’uomo, che intanto ha trovato lavoro come custode dell’isola Martana, torna spesso a fare visita alla dodicenne. Ormai l’ha circuita, vive in uno stato di sudditanza psicologica nei confronti del patrigno, tanto che, una volta maggiorenne, si trasferisce con lui nella dependance dell’isola. Ma nel 2012, ancora non appagato, inizia ad abusare anche della sorella più piccola, la terza, che ha quattordici anni.

Abusi che si protraggono anche nel 2013, fino a quando, questa estate, la madre delle bambine si decide a sporgere denuncia in questura. Le indagini della Mobile, coordinate dal sostituto procuratore Fabrizio Tucci, prendono avvio rapidamente vista la gravità della situazione. Già nella prima fase delle indagini le bambine vengono assistite da un team di esperti psicologi infantili. All’inizio sono riluttanti perché il patrigno, così come evidenziato anche dal gip Salvatore Fanti, tenta di dissuaderle a raccontare i fatti inquinando le prove. L’uomo nel frattempo viene pedinato e in casa viene sequestrato diverso materiale, soprattutto biglietti, fino all’arresto di ieri mattina.

 

 

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