ANNO 16 n° 272
Scaramuccia insiste: ''Fuori 4 assessori,
altrimenti La Destra
non voterà il bilancio''
26/08/2012 - 04:00

di Alessandra Pinna

VITERBO - Nervi tesi a Palazzo dei Priori dove la decisione di Marini&Co., di rinunciare alle proprie indennità di carica, non ha sortito alcun risvolto positivo in termini di governabilità, anzi. I gruppi consiliari de La Destra e la neonata Alleanza per Viterbo hanno rispedito ai mittenti le loro buone azioni e sono scesi di nuovo in trincea.

E’ chiaro e schietto il segretario provinciale de La Destra, Andrea Scaramuccia, in merito alla rinuncia degli assessori al loro “stipendio”, per mettere a tacere alcune parti politiche che, da alcuni giorni, minacciano di non voler votare il bilancio.

“La scelta degli assessori di rinunciare alla loro indennità è pura demagogia - ha tuonato Scaramuccia - noi abbiamo posto le nostre condizioni: riformulazione dell’aliquota sulla seconda casa e riduzione del numero degli assessori da 10 a 6, se questa linea non verrà seguita, noi non voteremo il bilancio”.

Concordi con il segretario anche consiglieri comunali de La Destra, Augusto Turchetti, Francesco Simoncini, Maurizio Federici e i consiglieri ex Pdl Antonio Fracassini Marco Maria Bracaglia, Marcuccio Marcucci del gruppo Alleanza per Viterbo. Senza il loro appoggio in sede di approvazione del bilancio, il comune è a rischio e si prospetta il commissariamento.

“Quando avevamo chiesto al sindaco Marini l’abbassamento dell’Imu sulla prima casa, dal 4 al 2 per mille, ci era stato detto che era una soluzione impraticabile, - ha spiegato Scaramuccia – noi abbiamo accettato, ma solo con l’impegno di non aumentare e ridurre l’aliquota sulle seconde proprietà. Adesso la cittadinanza ha bisogno di risposte serie. Mi stupisco di questa decisione anche perché il sindaco era presente alla raccolta firme indetta da La Destra, contro la tanto temuta tassa del Governo Monti”.

Già lo scorso maggio Andrea Scaramuccia, insieme ai consiglieri Turchetti, Federici e Simoncini, aveva avanzato delle proposte che avrebbero permesso un risparmio di oltre 2 milioni di euro all’anno, per ridurre l’Imu. Il piano prevedeva la revoca di 4 assessori comunali, differente gestione del verde pubblico, ridimensionamento delle cattedre della scuola musicale, chiusura immediata del Cev e delle società partecipate, rinuncia all’acquisto degli immobili a via Matteotti, ritorno a “San Pellegrino in fiore” a costo zero e rinuncia all’acquisto di quotidiani e riviste da parte del Comune. 

Secondo l’esponente de La Destra, inoltre, “parlare di messa a rischio di tutti i progetti finanziati dalla Regione Lazio (in primis il progetto Plus che prevede la rivitalizzazione di Valle Faul, ndr) è terrorismo psicologico poiché il finanziamento non è stato dato a Giulio Marini ma al Comune. Si tratta di un progetto approvato dalla Comunità europea che non ha nulla a che vedere con eventuali personalismi all’interno di Palazzo dei Priori. I finanziamenti ci sono e il progetto, con o senza Marini, andrà in porto”.

A detta di Scaramuccia c’è poi il capitolo dolente degli assessori: “Non riesco a capire dove sia il problema nel ridurre il numero degli assessori, d’altronde, fino al 1996 erano sei. Anzi - ha aggiunto –questa scelta, unita a un riordino delle spese che non vedrebbero minimante alterate quelle che sono le linee guida dell’Amministrazione, oltre a dare respiro alle casse del Comune, sarebbe un forte segnale alla città”.

In conclusione il segretario tira una stoccata all’ex compagno di An Andrea Rocchi intervenuto per ricordare a Marini l’assessorato promesso e mai dato a La Destra all’epoca del ballottaggio con il suo avversario: “Sotto la mia gestione mai, e ripeto mai, è stato chiesto un assessorato in quanto sono convinto che la logica spartitoria, che invece alberga nel Pdl , sia la prima causa del disfacimento di un partito”.

Facebook Twitter Rss