

ROMA - Conferma delle condanne a sette anni di reclusione per Lucio Tombini e a un anno per il suo braccio destro Singh Balwinder, il primo imputato di riduzione in schiavitù e sfruttamento dell'immigrazione clandestina, il secondo solo per sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Questa la richiesta del procuratore generale al termine della requisitoria svolta questa mattina davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Roma.
Dopo il procuratore generale, è intervenuto l'avvocato Samuele De Santis, legale di Singh Gurmer, l'unico dei cinque indiani che, secondo l'accusa, sono stati schiavizzati da Tombini ad essersi costituito parte civile. Anche l'avvocato De Santis ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, ma ha anche invocato l'innalzamento a 50mila euro della provvisionale a favore del suo assistito, fissata a 30mila euro dalla Corte d'Assise di Viterbo, e la rideterminazione del capo d'accusa di Balwinder, con l'applicazione del reato di ''Caporalato'' (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) e quindi un maggiore risarcimento danni a favore del suo assistito.
In apertura d'udienza, la Corte d'Assise d'Appello aveva ascoltato Singh Gurmer, già interrogato in sede d'incidente probatorio. L'audizione delle parte civile era stata chiesta dal difensore di Tombini, Giosuè Naso, secondo il quale la traduzione delle dichiarazioni rese in sede d'incidente probatorio sarebbero state almeno in parte incomprensibili e contradditorie. Ma l'immigrato difeso dallì'avvocato De Santis ha sostanzialmente confemato gli episodi sui cui si fonda l'accusa di riduzione in schiavitù.
Il processo è stato infine aggiornato al prossimo 3 luglio per gli interventi dei difensori dei due imputati e l'eventuale replica del procuratore generale. La sentenza dovrebbe essere emessa lo stesso giorno.