ANNO 16 n° 273
Revoca ordinanza gip, i giudici del riesame si riservano la decisione
24/06/2015 - 15:57

VITERBO - Si è svolta questa mattina, davanti al tribunale del riesame di Roma, la discussione dei ricorsi presentati da quttro dei diciassette arrestati nell'ambito dell’ambito dell’operazione ''Fai da te''. Nel frattempo, a tutti gli indagati, undici stranieri dell’Est Europa e cinque italiani, il Gip Salvatore Fanti, su parere favorevole del pubblico ministero Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta, ha concesso i domiciliari.

I difensori degli indagati, gli avvocati Samuele De Santisi per Julian Tare, detto Giulio, ventiquattro anni, albanese, e l'avvocato Remigio Sicilia per gli altri tre, hanno chiesto al riesame di dichiarare la nullità assoluta e insanabie dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. I gudici si sono riservata la decisione. Il verdetto dovrebbe essere reso noto nel giro di alcune ore o, al più tardi, entro domani.

L’inchiesta ''Fai da te'' si è dipanata in due filoni: il primo concernente una banda ''specializzata'' in furti nei self service dei distributori di benzina, che venivano scassinati di notte con un frullino, ma che di tanto in tanto non disdegnavano di derubare qualche appartamento; il secondo, relativo a una rete di pusher che spacciava hashish e marijuana davanti alle scuole superiori di Viterbo e che, in varie occasioni, “arruolava” studenti minorenni per procurarsi clienti negli istituti.

Nel primo filone sono coinvolti cinque stranieri e un italiano: Vasile Alin Chiru, ventisei anni, romeno, ritenuto il cervello della banda, quello che individuava gli obiettivi e pianificava i colpi; Julian Tare, detto Giulio, ventiquattro anni, albanese, Samet Sadikov, quaranta anni, macedone, Radu Ulinici, detto Giorgio, ventiquattro anni, moldavo, Nicolae Dragos Lazar, ventidue anni, romeno, Filippo Mainardi, quaranta anni, residente a Tarquinia. A tutti è stata contestata anche l’associazione a delinquere finalizzata a compiere reati contro il patrimonio.

Nel filone dell’inchiesta relativo allo spaccio di droga sono coinvolti sette stranieri e quattro italiani: Dmytro Vostrotin, detto Dima, ventuno anni, ucraino, Vladyslav Votrotin, diciannove anni, ucraino, Costel Marariu, detto Andri, venticinque anni, romeno, Vadym Shtefunyk, trentadue anni, ucraino, Yurj Boychuk, ventuno anni, ucraino, Hamdi Jebali, ventotto anni, tunisino, Valeriu Cojcari, diciannove anni, moldavo, Franco Schirinzi, venti anni, Michael Scorsino, diciannove anni, Cristiano Cuboni, ventidue anni, Daniele Ramaccioni, trentadue anni, tutti residenti a Viterbo.

 

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