ANNO 16 n° 272
Operazione ''Fai da te'', tutti gli indagati restano ai domiciliari
Il Riesame non ha annullato 'ordinanza di custodia cautelare
26/06/2015 - 12:42

VITERBO - E' stata parzialmente riformata dal tribunale del Riesame di Roma l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Franca Marinelli nei confronti dei diciassette indagati dell'inchiesta ''Fai da te''. I giudici hanno infatti concesso gli arresti domiciliari ai quattro giovani stranieri che avevano presentato ricorso. Nel frattempo, il gip Salvatore Fanti, subentrato alla Marinelli, su parere favorevole del pubblico ministero, aveva già concesso i domiciliari a tutti gli indagati. Quindi, per i quattro ricorrenti non cambia nulla.

Tra l'altro, l'avvocato Samuele De Santisi, difensore di Julian Tare, detto Giulio, ventiquattro anni, albanese, aveva chiesto l'annullamento dell'accusa di associazione a delinquere contestata al suo assistito e agli altri componenti della banda che scassinava i self service dei distributori di benzina. Per sapere se la richiesta è stata accolta, bisogna attendere il deposito delle motivazioni della decisione. ''Stiamo valutando - ha detto l'avvocato De Santis - l'ipotesi di un ricorso in Cassazione per portare all'attenzione della Suprema Corte la corte nuova normativa e avere una prima giurisprudenza in materia''.

L’inchiesta ''Fai da te'' si è dipanata in due filoni: il primo concernente una banda ''specializzata'' in furti nei self service dei distributori di benzina, che venivano scassinati di notte con un frullino, ma che di tanto in tanto non disdegnavano di derubare qualche appartamento; il secondo, relativo a una rete di pusher che spacciava hashish e marijuana davanti alle scuole superiori di Viterbo e che, in varie occasioni, “arruolava” studenti minorenni per procurarsi clienti negli istituti.

Nel primo filone sono coinvolti cinque stranieri e un italiano: Vasile Alin Chiru, ventisei anni, romeno, ritenuto il cervello della banda, quello che individuava gli obiettivi e pianificava i colpi; Julian Tare, detto Giulio, ventiquattro anni, albanese, Samet Sadikov, quaranta anni, macedone, Radu Ulinici, detto Giorgio, ventiquattro anni, moldavo, Nicolae Dragos Lazar, ventidue anni, romeno, Filippo Mainardi, quaranta anni, residente a Tarquinia. A tutti è stata contestata anche l’associazione a delinquere finalizzata a compiere reati contro il patrimonio.

Nel filone dell’inchiesta relativo allo spaccio di droga sono coinvolti sette stranieri e quattro italiani: Dmytro Vostrotin, detto Dima, ventuno anni, ucraino, Vladyslav Votrotin, diciannove anni, ucraino, Costel Marariu, detto Andri, venticinque anni, romeno, Vadym Shtefunyk, trentadue anni, ucraino, Yurj Boychuk, ventuno anni, ucraino, Hamdi Jebali, ventotto anni, tunisino,Valeriu Cojcari, diciannove anni, moldavo, Franco Schirinzi, venti anni, Michael Scorsino, diciannove anni, Cristiano Cuboni, ventidue anni, Daniele Ramaccioni, trentadue anni, tutti residenti a Viterbo.

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