ANNO 16 n° 191
Alessandro Maurizi: 'non vediamo l'ora di avere Raimo come primo ospite di Ombre festival il prossimo anno'
Remigrazione e presunta 'pedagogia nera', intervista a Christian Raimo
Fabio
10/07/2026 - 07:03
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO - Dopo le polemiche viene l'ora del pensiero razionale: non risponde a quelle che considera delle provocazioni Alessandro Maurizi, direttore di Ombre Festival, forse il più importante evento culturale della città di Viterbo. Dopo l'articolo a firma di Christian Raimo, scrittore, finalista del premio Strega e gionalista, sulle pagine del quotidiano Domani, con le accuse al festival viterbese di praticare 'pedagogia nera', di divulgare ideologie di estrema destra, il direttore non risponde e, alla fine, invita lo scrittore e giornalista all'evento del prossimo anno per parlare delle sue tesi e confrontarsi in un dibattito aperto sui temi da lui trattati: 'non vediamo l'ora di avere Christian Raimo come primo ospite di Ombre Festival il prossimo anno' dichiara Alessando maurizi, direttore di Ombre Festival.

La rassegna culturale, a onor del vero, ospita moltissimi esponenti della cultura democratica, giuristi, politici e giornalisti, anche esponenti della sinistra italiana: Bonaccini, De Magistris, Pietro Grasso, Serena Bortone, Michele Emiliano, Troncarelli, Gratteri.

Secondo Raimo, inoltre, lo scorso anno, Pasolini sarebbe stato solo un nome da esibire come un 'santino': in realtà la rassegna avrebbe ospitato tra i maggiori esponenti ed esperti del pensiero dello scrittore, poeta e regista.

'Il problema non sono i libri' ha spiegato lo scrittore Christian Raimo intervistato da ViterboNews24 'ma l’uso politico che dei libri viene fatto: quando in un salone del libro, o un festival culturale utilizza lo spazio pubblico, pagato con soldi pubblici, per slogan, per veicolare opinioni senza un’argomentazione fondata, come questi valori anticostituzionali, non stai facendo cultura. Ti stai appropriando di qualcosa che è pubblico per i tuoi interessi: ai miei studenti, quando mi chiedono aiuto per parlare in pubblico, dico sempre che in un dibattito vanno portate tesi, non opinioni. Parliamo della difficile convivenza tra valori costituzionali e l’ambivalenza di valori anticostituzionali: utilizzando termini come “remigrazione” per non dire deportazione, stai veicolando in maniera illegittima concetti aberranti nascosti falsamente dietro altri concetti; valori come il razzismo, l’abilismo, dovremmo chiederci quale valore veniva dato alle persone con disabilità durante il nazismo, quale considerazione si attribuiva alle persone, quali erano le politiche che venivano operate in base a concetti come razza e abilità'.

Secondo il giornalista scrittore durante la prima serata l'organizzazione dell'evento e gli esponenti politici non sarebbero intervenuti per dissociarsi dalle parole dell'ospite che 'normalizzava' e liquidava un presunto reato di prosituzione minorile. 'dove sta il problema' scrive Raimo citando l'ospite 'se ci sono agenzie che reclutano, tra virgolette, una ventina di ragazze più o meno belle? E anche: quelle ragazze non costrette sono loro a andare a cercare quella situazione'. 

Nell'articolo, poi, Christian Raimo scrive riguardo il concetto di 'remigrazione' richiamato dal''ospite: 'Nemmeno rispetto al resto dello spettacolo di Cruciani, una presuntamente ironica normalizzazione dei discorsi razzisti, omofobi, di maschilismo tossico, eccetera, con la prevedibile lagna del politicamente corretto. Cruciani ha rivendicato di non aver usato nel suo libro la parola remigrazione, ma di condividerne il senso della battaglia politica. Non serviva: a pronunciarla in modo plateale, a cinquecento metri da quel palco, in piazzale Gramsci, campeggia da settimane uno striscione con scritto proprio 'Remigrazione', issato dal comitato locale legato a Luca Marsella, esponente della destra neofascista. Il comune ne ha ordinato la rimozione il 15 giugno, ordinanza numero 409. Il comitato ha risposto pubblicamente che non ottempererà. Lo striscione è ancora lì'.

E poi continua: 'fuori uno striscione neofascista sfida impunito un'ordinanza comunale' si continua a leggere nell'articolo 'Significa che la legalità,  parola totem del festival, vale per i barbieri del centro (tutti extracomunitari e tutti chiusi per irregolarità, con grande risalto mediatico, la sindaca in prima fila, nelle ultime settimane), ma non per la  Fortezza di piazzale Gramsci, non di fatto per chi vorrebbe deportare gli stranieri'.






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