ANNO 16 n° 273
Quelli che non dimenticano Raffaele Giorni
Il concerto a vent'anni dalla barbara uccisione del ventenne viterbese
18/01/2016 - 02:01

VITERBO – (An. Ar.) ''Brillò come una stella, si spense nell'infinito''. C'era scritto questo, dietro al palco della sala Gatti l'altra sera, in occasione del concerto dedicato a Raffaele Giorni, a vent'anni dalla sua scomparsa. Una frase profonda ed emozionante, per ricordare un ragazzo ucciso quando ancora doveva compiere vent'anni (quando ancora doveva compiere vent'anni) una domenica pomeriggio, per una banale lite in discoteca. Una scazzottata in cui la persona sbagliata (l'aspirante militare Massimo Campisi, poi condannato a vent'anni) tirò fuori l'arma sbaglitissima, un coltello. E trasformò una provocazione nel più infame degli omicidi.

(QUI IL RICORDO DI VITERBONEWS24)

Oggi, vent'anni dopo – il giorno preciso della ricorrenza è il 21 gennaio – gli amici di Raffaele e i ragazzi di Casapound hanno voluto ricordarlo in un evento che allo stesso Giorni sarebbe piaciuto molto: un concerto, appunto, con la musica che amava. Sul palco si sono alternati Scholl – cantautore e libero pensatore lombardo – e Francesco Mancinelli, uno degli esponenti storici della musica identitaria italiana. Uno striscione campeggiava sopra la sala, l'immancabile ''Raffaele presente'', e tanti stendardi e tante ''pezze'' erano appese ovunque. Hanno partecipato alla serata circa trecento ragazzi, dai più grandi – gli amici di Raffaele, quelli che lo hanno conosciuto, gli hanno voluto bene, hanno condiviso con lui tante battaglie, spesso in minoranza, senza mai indietreggiare -, e anche tanti giovani, che nel nome e nel ricordo e nell'esempio di Giorni sono cresciuti. Perché la memoria è il primo passo per conservare i propri valori e tramandarli al domani, anche col dolore nel cuore, ma con la consapevolezza che certe battaglie possono anche essere perse, ma l'unica cosa che conta è la coerenza. Con sé stessi e con le idee.

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