ANNO 16 n° 273
Provincia, centrodestra
ritrovi spirito unitario
Meroi commenta la composizione della giunta: ''No a soluzioni limitate''
26/07/2013 - 14:54

di Domenico Savino

VITERBO – Alla fine Meroi ha deciso da solo. E ha varato il 3-2-2, lo schema che a suo dire è l’unico che può tentare di porre fine alla crisi in Provincia. Ci ha riflettuto, ha sentito i capigruppo, i gruppi consiliari, ma non ha trovato l’accordo da parte di tutti. E di conseguenza ''non mi sono sottratto al mio dovere di amministratore e di presidente della Provincia'' e ha deciso che si ripartirà con tre assessori al Pdl e due rispettivamente a Udc e Fratelli d’Italia con due deleghe. Meroi ha indicato alla presidenza del consiglio provinciale un uomo in quota Udc e alla vice presidenza uno in quota Pdl. Va detto che questa è la sua proposta  che entro lunedì va accettata o meno ''altrimenti – sottolinea – se i gruppi la dovessero respingere sottoscriveranno una mozione di sfiducia''.

Dunque Meroi ha scelto di decidere, di far passare la sua linea: un progetto che tiene conto del peso politico, delle caratteristiche degli uomini e dei politici scelti e che vuole essere una risposta istituzionale al problema. Meroi nella composizione della nuova giunta ha dovuto tener conto delle dimissioni arrivate questa mattina dell’assessore all’agricoltura Luigi Ambrosini che ha deciso di gettare la spugna. Meroi ci tiene comunque a ringraziarlo: ''Si tratta di un gesto che ho molto apprezzato. Ambrosini è una grande professionista al quale è stato chiesto di partecipare a questa esperienza amministrativa e lo ha fatto senza nulla chiedere''.

ECCO LA SQUADRA – Meroi inizia a snocciolare nomi e competenze: i tre assessori Pdl sono Paolo Equitani a cui è stata proposta la vice presidenza dell’ente e avrà competenza per ambiente, energia, parchi, pianificazione territoriali; Giuseppe Fraticelli alla cultura, grandi eventi, beni culturali, turismo, sport, spettacolo, rapporti con l’università, edilizia scolastica; a Roberto Staccini le deleghe ad agricoltura, caccia, pesca, programmazione, sviluppo economico, attività produttive, trasporti e mobilità.

Due sono gli assessori in quota Udc: Franco Vita con deleghe a bilancio e contabilità, economato e provveditorato, programmazione economica e finanziaria, gestione e valorizzazione delle risorse umane; ad Andrea Danti le deleghe a formazione professionale, politiche del lavoro, politiche giovanili, politiche comunitarie, politiche sociali e della terza età, pubblica istruzione. Sempre due gli assessori di Fratelli d’Italia: Piero Camilli che ha le deleghe alla progettazione e manutenzione delle opere stradali e agli espropri; Antonio Fracassini si occuperà di affari generali e legali, patrimonio, scuola alberghiera, sportello dei consumatori, Urp, innovazione, reti e sistemi informatici, CED. Due i consiglieri delegati Salvatore Serra (delega alla Polizia provinciale) e Francesco Galli (delega alla Protezione civile).

Escono Bianchini e Santucci oltre al dimissionario Ambrosini: in giunta entrano Camilli e Fracassini, mentre all’Udc è stata proposta la presidenza del consiglio. In questo modo Meroi vuole rilanciare l’attività di Palazzo Gentili, ma il cuore del suo discorso verte anche sull’unione del centrodestra: ''Dobbiamo capire che la soluzione non può essere limitata nel tempo o una ripiego di piccolo cabotaggio. Il centrodestra o ritrova il suo spirito unitario o non abbiamo capito nulla della politica. L’anno prossimo ci saranno 28 nuove amministrazioni comunali da rinnovare nella nostra provincia e noi siamo l’unico avamposto del centrodestra nella Tuscia. La mia proposta vuole ricreare un progetto politico nuovo che deve rivedere il centrodestra unito per manifestare quello che i nostri elettori ci chiedono''.

DECRETO “SVUOTA POTERI” - Il tutto va comunque parametrato con il disegno di legge approvato questa mattina dal consiglio dei Ministri che svuota in parte i poteri dell’ente in vista dell'abolizione dalla Costituzione (l’unione delle province la ritiene incostituzionale). La speranza di Meroi è quella di arrivare alla scadenza naturale del mandato (2015) anche perché si devono gestire i 10 milioni di euro per l’alluvione di Montalto e dal 2014 arriveranno dall’Unione europea alle Regioni oltre 700 milioni di euro che poi verranno ridistribuiti alle singole province. Ma è un discorso futuribile: adesso la necessità di Meroi è di compattare tutto il centrodestra intorno ad un programma forte unitario, sperando che il 3-2-2 funzioni.

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