ANNO 16 n° 261
Polverini impone
la sua spending review
e ribadisce: via Battistoni e Abbruzzese
18/09/2012 - 08:39

VITERBO - ''Francesco Battistoni è ancora il capogruppo Pdl alla Regione Lazio''. Così, ieri sera, mentre era in corso la durissima replica della governatrice del Lazio Renata Polverini, si esprimevano i suoi colleghi di gruppo. E’ appeso lì, alla congiunzione copulativa positiva ''ancora'', il futuro polito del consigliere regionale viterbese, del quale la governatrice va chiedendo da giorni la testa.

Secondo indiscrezioni, la presidente sarebbe infatti disposta ad accettare al massimo la destituzione di Battistoni in ''differita''. E se non dovesse arrivare, nonostante l'approvazione del ''pacchetto'' di tagli alle spese da lacrime e sangue, la governatrice è pronta a gettare sul piatto le sue dimissioni. Una richiesta, quella della destituzione di Battistoni e del presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese, che la Polverini ha ribadito ieri sera durante la partecipazione alla trasmissione Rai ''Porta a Porta''.

Lo scandalo delle spese folli da parte del gruppo Pdl alla Pisana, almeno dal punto di vista politico è così giunto all’epilogo. La parola d’ordine della Polverini, mutuata dallo slogan del sindaco di Firenze Matteo Renzi, è stata ''adesso''.

''Non sono disposta ad accettare alcun rinvio. O si cambia subito o si va a casa'' ha tuonato la governatice.

Poi ha presentato la sua spending review: dimezzamento del numero delle commissioni consiliari permanenti ed eliminazione di quelle speciali; dimezzamento delle somme elargite ai consiglieri in relazione al rapporto elettore-eletti; revoca definitiva dell’assegnazione delle automobili di servizio per le cariche di natura consiliare; azzeramento delle somme date ai gruppi consiliari, in attesa di un regolamento dettagliato e trasparente sull’utilizzo dei fondi; azzeramento e la revoca di ogni investimento in conto capitale che riguarda la sede del consiglio, come ad esempio il bando per la costruzione di nuove palazzine; scioglimento dei monogruppi consiliari; pubblicità immediata, anche attraverso gli strumenti telematici, a tutte le deliberazioni dell’ufficio di presidenza e del presidente del consiglio e, contemporaneamente, razionalizzare e regolamentare i fondi loro assegnati; modifica del regolamento dei lavori d’aula, per migliorarne il funzionamento; riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali, così come previsto dalle norme nazionali; introduzione di un Collegio di revisori regionale, scelti tra i professionisti esterni all’amministrazione con sorteggio; armonizzazione del bilancio del Consiglio regionale con quello della giunta. Roba da far tremare le vene ai polsi a chi, finora, ha sperperato senza limiti. Da destra a sinistra.

''In queste ultime due settimane – ha spiegato Polverini – questa Regione è finita nelle prime pagine di tutti i giornali non solo nazionali per l'uso abnorme e a dir poco disinvolto dei fondi del consiglio destinati ai gruppi. Sto facendo tutto ciò che è nelle mie possibilità per portare questa Regione tra le virtuose, sto cercando di fare comprendere che il 10% del Pil è nel Lazio, sto cercando di dire che Roma non è ladrona, e quindi non sono più disponibile a passare per la Regione delle ostriche e champagne. Per questo ho presentato una mozione nella quale sono contenuti gli interventi indispensabili per invertire la marcia. Se il Consiglio regionale oggi deciderà di invertire la rotta, andremo avanti fino alla fine della legislatura. Altrimenti tutti a casa, subito''.

Polverini ha concluso il suo intervento chiedendo al consiglio di approvare in tempi strettissimi il ''pacchetto''.

''Sono interventi – ha sottolineato - che si devono fare in tempi credibili e certi, alcuni entro una settimana. Se non succede questo ora, adesso, come direbbe Renzi, non abbiamo futuro. In maniera avventurosa sono arrivata qui e in maniera oserei dire tragicomica me ne andrei. Ma me ne vado con la coscienza pulita, di chi ha dato tutto quello che era nelle condizioni di dare e di più. Se la sfida che oggi lanciamo c’è, allora andiamo avanti altri due anni e mezzo, fino alla fine della legislatura, in caso contrario l’avventura finisce qui''.

Ora restano da fare i conti politici. Nel mirino, come detto, ci sono Battistoni e Abbruzzese. E, secondo i bene informati, la governatrice pretende una risposta nel giro di 48 ore. E non è ancora tutto, con il dimezzamento del numero delle commissioni consiliari e l'abolizione di quelle speciali, Battistoni rischierebbe di perdere anche la presidenza della commissione agricoltura.

 

Facebook Twitter Rss