

VITERBO - Più di centotrè milioni di euro (103!) sottratti al fisco per un totale di sessanta evasori totali e paratotali sono stati scoperti dagli uomini della Guardia di finanza viterbese agli ordini del colonnello Alfonso Amaturo.
Si è svolta questa mattina al Comando provinciale di Piazza della Rocca la conferenza di fine anno per illustrare i risultati raggiunti durante gli ultimi mesi di attività delle fiamme gialle. Ad affiancare il colonnello Amaturo, il capitano Pasquale Iannetelli, responsabile Tutela finanza pubblica del Nucleo di Polizia tributaria, e il collega Rosario Mesdea, comandante della Compagnia di Civita Castellana. Presenti anche il capitano Lia Segatto, comandante della Compagnia capoluogo, e il tenente Daniela Vizzino, alla guida della Tenenza di Tarquinia.
“L’attività portata avanti durante l’anno è stato intensa ed ha permesso di conseguire notevoli risultati”. Così il comandante provinciale, soddisfatto dell’operato dei suoi uomini, ha aperto la conferenza stampa entrando poi nel dettaglio e snocciolando numeri e dati. Che, per la provincia viterbese, sono davvero importanti.
“Nel 2012 – ha detto Amaturo - sono stati oltre sessanta gli evasori individuati dalle fiamme gialle viterbesi con più di 103 milioni di euro occultati al fisco”.
Soltanto tra i mesi di ottobre e novembre, in particolare, i finanzieri di Civita Castellana, che hanno condotto una vasta e capillare attività di controllo economico del territorio, hanno scoperto 15 evasori totali e 35 lavoratori irregolari.
“Sono state individuate 11 società, 2 associazioni, una ditta individuale ed un professionista che, a fronte di incassi regolarmente percepiti – ha spiegato il colonnello -, non hanno presentato le previste dichiarazioni dei redditi al fisco e, quindi, non hanno versato le imposte dovute”. E, da sottolineare, il fatto che non si tratta di attività in crisi o inattive, tutt’altro. “Si va da commercianti di carburanti ai servizi di ristorazione e bar; dagli istituti di bellezza alla fabbricazione di articoli sanitari, fino a giungere ad una nota agenzia di viaggi”.
Singolare, ma anche estremamente semplice, il sistema di evasione adottato dai “furbetti” della città delle ceramiche: gli obblighi fiscali tradizionali - quali l’emissione di scontrini, ricevute e fatture – venivano assolti regolarmente così da non destare sospetti da parte della clientela o durante i controlli dei finanzieri; poi, però, al momento della dichiarazione dei redditi – anche grazie alla “consulenza” di uno studio di consulenza fiscale tributaria – l’obbligo non veniva ottemperato. Consecutio: le imposte dovute non venivano versate all’erario. Stratagemma che andava avanti fin dal 2007 e che ha consentito di sottrarre al fisco la bellezza di venti milioni di euro tondi tondi.
Ma è anche in materia ambientale che gli uomini di Amaturo hanno raggiunto ottimi risultati, con la scoperta di siti ed opifici industriali in disuso e costruiti in eternit, per un totale di quasi 14mila metri quadri di superficie e 42 chili di rifiuti abbandonati in maniera impropria.
Una menzione particolare merita poi il servizio di pubblica utilità espletato attraverso il numero 117. “Finalmente la cultura sociale sta cambiando – ha spiegato Amaturo –. Abbiamo registrato un aumento del 300 per cento di segnalazioni da parte di cittadini che si qualificano denunciando comportamenti fiscalmente scorretti”. Si attestano al poco più del 5 per cento, invece, le telefonate anonime: un dato incoraggiante e che fa ben sperare per il futuro.
La conferenza ha costituito anche l’occasione per presentare il calendario storico del Corpo che, proprio quest’anno, celebra il novantesimo anniversario dell’istituzione della Polizia tributaria investigativa.