ANNO 16 n° 274
Danno erariale da
7 milioni alla Asl
segnalato dalla Gdf
alla Corte dei Conti
Implicati i vertici dell'azienda
20/12/2012 - 04:00

VITERBO – Incarichi professionali e consulenze per milioni di euro sarebbero stati assegnati dalla Asl di Viterbo, in modo illegittimo, nel periodo antecedente alla nomina di Aldolfo Pipino alla direzione generale. Per questo motivo, la Guardia di Finanza ha inviato alla Corte dei Conti il carteggio relativo a un danno erariale da circa 7 milioni di euro, tuttora in fase istruttoria da parte della magistratura contabile.

I nomi che potrebbero essere chiamati a risarcire il danno sono quelli dei vertici della Asl in carica tra il 2005 e il 2009, quasi tutti coinvolti anche nella maxi inchiesta della procura della Repubblica di Viterbo, che vede tra i principali indagati l’ex direttore generale Giuseppe Aloisio, il suo consulente strategico Mauro Paoloni, l’imprenditore Roberto Angelucci e il figlio Fabio (questi ultimi due non coinvolti nell’istruttoria della Corte dei Conti), nonché un’altra ventina tra persone e società. Al centro della maxi inchiesta, che sta per sfociare nella richiesta di rinvio a giudizio, una truffa di alcune decine di milioni di euro ai danni del servizio sanitario regionale.

Stando a quanto accertato dalle fiamme gialle, la Asl di Viterbo avrebbe distribuito incarichi a consulenti esterni nonostante l’azienda avesse al suo interno le professionalità adeguate ad adempiere ai servizi e alle prestazioni. In alcuni casi, gli incarichi sono stati ripetuti in vari periodi. Inoltre, la somma indicata al momento del conferimento dell’incarico esterno, sempre di svariate migliaia di euro, al momento della liquidazione dei compensi, era molte volte raddoppiata o quasi.

Il meccanismo usato per dilatare i compensi era quello di aggiungere altre “voci” agli incarichi in corso che, automaticamente, avrebbero provocato anche l’allungamento del contratto.

Oltre ai responsabili Asl del tempo, tra i “segnalati” alla Corte dei Conti ci sono anche i medici che avrebbero ottenuto illegittimamente gli incarichi o le consulenze.

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