

VITERBO – (roc) ''Tutto è opinabile, ma va rispettato il fatto che il presidente Zingaretti ha scelto tutti assessori esterni, riassegnando di fatto ai consiglieri il loro vero ruolo''.
Enrico Panunzi (Pd), eletto alla Pisana con 15mila voti, prova a smorzare la delusione di tanti, e non solo nel suo partito, che si trovano di nuovo a fare i conti con una visione ''romanocentrica'' della politica, lasciando così a bocca asciutta la Tuscia.
''Un scelta – aggiunge Panunzi – che impegna i consiglieri regionali a lavorare di più sia in Consiglio che nelle commissioni, secondo un ruolo che torna fondamentale, considerando soprattutto che la Regione, come tutti sanno, ha potere legislativo. Mi sembra inoltre – continua – che ci sia una buona integrazione con personalità che provengono dalla società civile e che, soprattutto, si sia tenuto conto del cambiamento e che la presenza femminile superi quella maschile''.
Resta il fatto che il territorio è stato lasciato di nuovo senza rappresentanza?
''Il presidente ha scelto di dividere il Lazio in due grosse aree geografiche: nord e sud. Ora la vera sfida sarà quella, a prescindere dagli assessorati, di lavorare, di essere utili e di incidere sulle nostre comunità. Spero che questa possibilità ci sia davvero. Se ciò non avverrà ci sarà solo da trarre le conseguenze'' chiosa Panunzi, dimostrando probabilmente che il varo della giunta non è stato tutto zucchero filato.
Apertamente critico invece Daniele Sabatini, consigliere regionale del Pdl: ''Mi sento amareggiato – dice -, molto amareggiato dell’assenza di un rappresentante della Tuscia in giunta. Le scelte del presidente Zingaretti, pur se rispettabili, non mi sembranp che vengano incontro alla domanda di politica, intesa come soluzione dei problemi, che il territorio sta chiedendo a gran voce''.
''Se dovessi valutare la giunta Zingaretti solo dalla parte del Pdl potrei dire che come opposizione ci facilita il compito, ma così non è. Credo infatti che una rappresentanza viterbese avrebbe fatto bene al territorio, avrebbe dato più stimoli a tutta la politica viterbese col solo intento di lavorare per il bene comune''.
''Ma il fatto altrettanto deludente e politicamente ancora più negativo – conclude Sabatini – è che la scelta di assessori esterni azzera praticamente i benefici economici dovuti all'abbassamento dei consiglieri da settanta a cinquanta. In questo modo si torna, nella pratica, a sessanta persone. Alla faccia della riforma e ai costi della politica''.
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