

VITERBO - “Ringrazio le cittadine e i cittadini del Lazio che, con il loro voto e con una partecipazione molto più ampia rispetto a quella delle passate elezioni regionali, hanno voluto che questo Consiglio fosse così composto”. Queste le prime parole espresse Daniele Leodori subito dopo la sua elezione a presidente del Consiglio regionale del Lazio.
Nel discorso introduttivo ha tracciato le linee guida della sua azione: “Sarò un presidente concreto che farà del dialogo e del confronto un punto cardine, perché oggi più che mai sono convinto che dobbiamo essere uniti nel rispetto delle diversità politiche e culturali nell’obiettivo di far voltare pagina all’Istituzione regionale e alla politica. Sarò un presidente normale. Credo sia normale raggiungere il luogo di lavoro con i propri mezzi (come ha già stabilito la Giunta nella sua prima seduta di insediamento), credo sia normale non avere benefit pubblici, credo sia normale ricevere le istanze dei cittadini, come penso sia normale svolgere il proprio mandato portando lo zaino dei propri valori; ma da cattolico dico che sarò il più laico dei presidenti, perché l’Istituzione è al servizio di tutta la comunità”
“Da oggi, con l’umiltà e la profonda consapevolezza delle difficoltà che abbiamo davanti – ha sottolineato - parte un nuovo cammino per una nuova politica e deve essere magra se vuole essere dinamica, se vuole rispondere ai nuovi problemi delle nostre comunità e se vuole andare lontano. Una politica low cost, dunque, che esce dai Palazzi e cammina con le donne, i giovani e i cittadini di una regione che può rappresentare un nuovo modello di sviluppo”.
“Farò della trasparenza un elemento irrinunciabile per noi e per i cittadini – ha concluso . Garantirò e tutelerò le prerogative e l’esercizio dei diritti dei consiglieri non soltanto perché è codificato nello Statuto ma perché credo con forza che solo così, mettendo al centro di questa Assemblea il rispetto tra di noi e quindi per i cittadini, potremo vincere la grande sfida che ci attende. Abbiamo bisogno di coraggio, di umiltà e di uno spirito di servizio che oserei dire costituente per poter riannodare i fili tra la politica e il cittadino. Iniziamo oggi, ciascuno con le proprie idee, ciascuno nei rispettivi ruoli, a fare il primo passo”.
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