

VITERBO - Dal completamento della superstrada Orte-Viterbo Civitavecchia alla costruzione dell’Autostrada Tirrenica, in particolare per il tratto che interressa la costa viterbese, per la quale il Cipe ha recentemente deliberato lo stanziamento dei fondi. Questa, almeno in parte, la ricetta del presidente della Camera di Commercio di Viterbo, Ferindo Palombella, per arginare la crisi occupazionale che attanaglia da anni il Viterbese.
“Conosciamo bene le difficoltà della provincia – dice – e già nel corso della presentazione del rapporto sull’economia della Tuscia avevamo evidenziato alcune criticità rilevate tra gli imprenditori, i quali ancor di più in questa fase sono costretti giorno per giorno a rivedere i loro piani di crescita e gli investimenti”.
Secondo Palombella, tuttavia, vanno guardati con fiducia alcuni segnali positivi che si stanno palesando, “a partire – sottolinea - dall’approvazione da parte del Cipe dei lavori per l’autostrada Tirrenica. Così come ci sono i presupposti per arrivare a una soluzione sostenibile e condivisa da tutti gli enti locali per il completamento in tempi ragionevoli della Trasversale Orte-Civitavecchia”.
Un’altra importante leva per lo sviluppo del territorio, ad avviso di Palombella, può essere rappresentata dall’enogastronomia, l’artigianato artistico e il turismo. “L’attività svolta nell’ultimo decennio per la promozione di questi settori – afferma – comincia a dare i suoi frutti. E’ quindi necessario saperli cogliere e sfruttarli in modo adeguato”.
“Tutti gli sforzi compiuti e i segnali positivi che pur si intravedono – conclude il presidente della Camera di Commercio – potrebbero però essere vanificati se si dovesse continuare a elevare la pressione fiscale, se non viene incentivato l’ingresso nel mondo del lavoro, se si continuano a compiere tagli lineari agli enti penalizzando i servizi ai cittadini e alle imprese, se non si introducono modalità premianti per quanti si sono dimostrati virtuosi”.
Niente di nuovo, quindi, né nella diagnosi né nella prognosi. Intanto, negli ultimi 3 anni, la Tuscia ha perso circa 10mila posti di lavoro. E, nel frattempo, anche l’agricoltura sta subendo perdite pesantissime. Quest’anno, ad esempio, andrà quasi completamente perso il raccolto delle castagne. E quello delle nocciole s’annuncia circa un terzo di quello, ottimo, dell’anno scorso. Nel comprensorio dei Cimini andranno in fumo tra i 15 e i 20 milioni di euro.