


ORTE - Omicidio al centro di accoglienza di Orte, Imade Robinson resta in carcere.
Per il 21enne, accusato di aver ucciso il 35enne connazionale nigeraino Eugene Moses con una coltellata, il gip Rita Cialoni ha confermato la custodia cautelare a Mammagialla. La decisione è arrivata ieri pomeriggio, a distanza di 24 ore dall'udienza di convalida del fermo: il giovane, ospite del centro ''Carpe Diem'' da quando aveva 17 anni, mercoledì pomeriggio per oltre due ore ha raccontato al giudice la sua verità.
''Non volevo ucciderlo, ma ho solo tentato di difendermi'' avrebbe detto.
La tragedia domenica sera, poco dopo la cena: Moses si sarebbe scagliato contro il suo assassino per una sedia prestata che gli sarebbe stata restituita rotta. L'ultima di una lunga serie di discussioni e provocazioni.
''Si è avvicinato con un coltello in mano, dopo averlo preso dalla sua stanza - ha spiegato il difensore del 21enne, l'avvocato Giuliano Migliorati - così anche il mio assistito si è armato. Con una spinta sarebbe riuscito ad allontanarlo e a fargli cadere il coltello, ma Moses sarebbe tornato immediatamente alla carica'': in quel momento, forse nel tentativo estremo di difendersi, il 21enne avrebbe affondato la lama sotto la clavicola sinistra del 35enne, recidendone l'arteria.
''Cercheremo altri testimoni - conclude l'avvocato - porteremo avanti delle indagini all'interno del centro di accoglienza: persone che si sono trovate lì, che hanno visto e che magari sono riusciti a schivare quella situazione''.
Intanto il 21enne rimane in carcere: su di lui l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi. Rischia l'ergastolo.