ANNO 16 n° 273
''Non volevo ucciderlo, ho solo tentato di difendermi''
Omicidio al centro di accoglienza, il 21enne arrestato per oltre due ore davanti al gip
18/06/2020 - 07:02

ORTE - Omicidio al centro di accoglienza, per oltre due ore Imade Robinson ha raccontato al giudice la sua verità.

Il 21enne nigeriano, arrestato per aver ucciso con una coltellata il connazionale Eugene Moses all'interno del centro di accoglienza di Orte ''Carpe Diem'', ieri pomeriggioha incontrato in videoconferenza il gip Rita Cialoni per gli interrogatori di garanzia. 

''Non volevo ucciderlo, ho solo tentato di difendermi'' avrebbe detto e ridetto al giudice il giovane che da quattro giorni si trova nel carcere di Mammagialla.

''Ha ribadito la versione già offerta al pubblico ministero nell'immediatezza dei fatti - spiega il suo legale, l'avvocato Giuliano Migliorati - ha raccontato ogni cosa nel dettaglio, ripercorrendo i momenti più cruciali di quella sera''. La tragedia, avvenuta domenica poco dopo l'ora di cena all'interno dell'albergo ortano da tempo riconvertito in centro di accoglienza, sarebbe nata a causa di una serie di provocazioni e discussioni andate avanti per giorni tra i due. Da una parte la vittima, Eugene Moses, 35 anni nigeriano, che tutti - compresi i gestori della struttura - descrivono come un ''ragazzo attaccabrighe e solitario''; dall'altra il suo presunto assassino, Imade Robinson, 21 anni, da quattro anni ospite del centro. ''Un ragazzo per bene'' a detta dei più.

''In diverse occasioni - prosegue il difensore - i due si sarebbero provocati e punzecchiati, fino ad arrivare a domenica sera, quando si è consumata la tragedia''. Moses e Robinson avrebbe iniziato a litigare per una sedia rotta, prestata la sera prima per una festa di compleanno.

Stando a quanto ricostruito anche ieri pomeriggio davanti al gip, il 35enne Moses si sarebbe scagliato contro Robinson per primo, innescandone la reazione. Entrambi con un coltello in mano, avrebbero così iniziato ad affrontarsi. 

''Il mio assistito - precisa l'avvocato Migliorati - è stato raggiunto due volte dalla lama: la prima all'avambraccio sinistro, la seconda al braccio destro''. Ferite lievi da taglio che gli sarebbero state inferte da Moses, per primo. ''Con un colpo deciso, Robinson sarebbe poi riuscito ad allontanarlo e a farlo cadere a terra, disarmandolo, ma pochi istanti dopo sarebbe tornato alla carica''. Ed è in quell'istante che il 21enne, nel tentativo di difendersi, avrebbe affondato la lama sotto la clavicola del connazionale, recidendone l'arteria. 

''Credeva di aver colpito la spalla - conclude il difensore - non certo di aver inferto un colpo mortale''. 

Eugene Moses è morto pochi istanti dopo, completamente dissanguato. 

Nelle prossime ore la decisione del giudice sulla convalida e della misura per il 21enne.

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