ANNO 16 n° 273
Oggi l’autopsia sul corpo di Bevacqua
Disposta dalla magistratura tunisina per fare chiarezza sulla morte del 42enne
Svolta ieri una manifestazione in suo onore, organizzata dagli studenti africani
06/02/2015 - 02:00

SIDI BOU SAID – Verrà eseguita oggi l’autopsia sul corpo di Massimo Bevagna, il docente universitario di 42 anni trovato morto nel suo appartamento nel quartiere di Sidi Bou Said, la zona più caratteristica di Tunisi, abitata da molti italiani e stranieri. Proprio a Tunisi Bevacqua insegnava italiano all’Istituto di Lingue e i suoi studenti, appresa la notizia della sua morte, hanno organizzato una manifestazione in suo onore.

La magistratura tunisina ha disposto l’esame autoptico per accertare le cause della morte. Sulle prime infatti le autorità locali hanno parlato di decesso a seguito di incendio sviluppatosi all'interno della sua abitazione per motivi ancora da chiarire, mentre alcuni media locali in lingua araba ieri mattina parlavano di morte avvenuta in circostanze misteriose. Potrebbe esser stato accoltellato Bevacqua e poi bruciato. Si è parlato anche di una rapina perché l’appartamento del docente è stato trovato sottosopra. Sarà l’autopsia a chiarire questi aspetti oscuri.

Sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza che, a Rossano, su incarico dell'Ambasciata italiana a Tunisi, hanno informato i familiari di Bevacqua del decesso. Bevacqua, noto arabista, si era laureato in lingue e letterature orientali all'Università La Sapienza di Roma ed era professore di lingua italiana all'Università di Cartagine e all'Istituto italiano di cultura della capitale tunisina, oltre che docente di lingua e letteratura araba alle Università di Viterbo, Roma e Urbino.

Appena appresa la notizia, il fratello di Bevacqua, Cataldo, è partito per Tunisi. A Rossano, oltre all'anziana madre, che non sa ancora nulla della morte del figlio, vivono il fratello e altre tre sorelle del docente. Bevacqua, definito da chi lo conosceva molto colto e con una padronanza straordinaria della lingua araba, tornava saltuariamente in Calabria. ''Un professionista e un uomo esemplare – lo definisce il sindaco di Rossano - , legato fortemente alla sua terra e alla sua famiglia. Il suo ricordo rimarrà saldamente impresso nella memoria della nostra città. Confidiamo nel lavoro sinergico delle forze dell'ordine italiane e tunisine e delle autorità governative affinché facciano piena luce sull'accaduto''.

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