


BAGNOREGIO - (b.b.) Morì a 76enne anni dopo essere stato colpito al volto da un pugno durante una lite di condominio.
Alcune settimane di agonia in un letto di ospedale e per Antonio D’Orazi, originario di Bagnoregio, non ci sarebbe stato più nulla da fare.
Per quella morte, avvenuta il 17 agosto scorso, un 16enne è finito agli arresti domiciliari in una comunità del frusinate: su di lui l’accusa di omicidio preterintenzionale.
Questa mattina di fronte al tribunale dei minori di Roma partirà il processo che lo vede imputato: secondo il pm sarebbe stato lui, dopo una banale lite con l’anziano a causa del volume troppo alto della musica, a sferrare il pugno al volto del 76enne. Un colpo che sarebbe risultato poi mortale.
D’Orazi giunse in ospedale la sera del 26 luglio, accompagnato dai famigliari: le sue condizioni sarebbero apparse da subito serie, ma si sarebbero aggravate repentinamente nei giorni successivi: dopo 23 giorni di agonia l’uomo smise di respirare.
A distanza di sette mesi da quel tragico episodio, il 16enne comparirà questa mattina di fronte al tribunale dei minori della capitale, assieme al suo legale, l’avvocato Giacomo Tafuro.
A rappresentare la famiglia della vittima, che non si costituirà parte civile, ma che in caso di condanna sarebbe pronta a ricorrere in sede civile, è l’avvocato Franco Taurchini.
''È stato accertato – aveva spiegato a seguito del primo parere dei medici legali che effettuarono l’autopsia – che la causa della morte di questo uomo è stato esclusivamente il pugno che gli è stato sferrato con violenza dal ragazzo''.
''Un nesso di causalità'' che spinse il gip del tribunale dei minori di Roma a disporre, dieci giorni dopo la morte del 76enne, la misura a carico del giovane.
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