

L'ondata di calore che si appresta a investire l'Italia e il Mediterraneo centrale promette di fare la storia. Secondo l'analisi elaborata da TempoItalia.it sulla base di un mix di modelli matematici, non si tratterà di una semplice fiammata passeggera di due o tre giorni: l'anticiclone dominerà la scena per quasi due settimane, posizionando il suo picco rovente nell'ultima decade di agosto e trascinando i suoi strascichi ben oltre l'avvio dell'autunno meteorologico. Se le proiezioni attuali troveranno conferma, in diverse zone del Paese si entrerà ufficialmente nel territorio dei record storici.
La risalita dei termometri avverrà in modo progressivo ma inesorabile:
Sabato 22 e domenica 23 agosto: Il caldo si farà sentire con forza al Sud e in Sicilia (aree interne tra 33 e 36°C), mentre la Sardegna registrerà valori compresi tra 32 e 35°C. Il Centro oscillerà tra 31 e 34°C nelle conche interne, con il Nord assestato sui 29-32°C in Pianura Padana.
Lunedì 24 e martedì 25 agosto: La curva si impennerà drasticamente. La Sicilia interna raggiungerà i 36-39°C, scortata da Sardegna meridionale e Sud peninsulare con picchi tra 35 e 38°C.
Mercoledì 26 agosto: Si assisterà al vero e proprio salto di qualità. Nel Campidano e nell'Oristanese la colonna di mercurio toccherà i 38-41°C, le piane siciliane vedranno 37-40°C e le conche del Centro (tra cui Roma e Firenze) raggiungeranno i 34-38°C. Il responsabile principale sarà il fenomeno della subsidenza: l'aria schiacciata dall'alto verso il basso si comprime e si surriscalda di circa 1°C ogni cento metri di discesa in assenza di rimescolamento.
La fase più critica dell'evento è prevista tra giovedì 27 e domenica 30 agosto. Sarà in questo finestra temporale che l'entroterra delle Isole Maggiori vedrà la comparsa di punte estreme prossime o superiori ai 44°C.
Nelle aree interne della Sardegna si toccheranno i 40-43°C e in Sicilia i 39-43°C (con la Piana di Catania tra i settori più esposti in assoluto). Nel resto del Sud peninsulare la Puglia interna, il Materano e il Cosentino registreranno 37-41°C, il Centro si attesterà sui 35-38°C e la Pianura Padana toccherà i 31-34°C.
Per stazioni meteorologiche storiche come quelle del Medio Campidano o delle piane del Catanese, aride e prive di ventilazione, il rischio di eguagliare o superare i primati mensili e assoluti diventerà concreto. Va ricordato, tuttavia, che le proiezioni a 8-10 giorni delineano il potenziale atmosferico e non la certezza matematica: anche uno scarto di soli 2°C farà la differenza tra un record storico e una 'semplice' ondata di caldo intenso. Litorali e città costiere come Palermo e Cagliari godranno di valori di 3-4°C più contenuti grazie all'azione mitigatrice delle brezze marine.
L'autunno meteorologico prenderà ufficialmente il via martedì 1° settembre, ma il cambio di calendario non fermerà la morsa dell'anticiclone:
1-2 Settembre: Le Isole Maggiori si manterranno su valori compresi tra 37 e 41°C, il Sud tra 35 e 39°C e il Centro tra 33 e 36°C.
Giovedì 3 Settembre: Il Nord inizierà a percepire un primo ridimensionamento, con la Pianura Padana tra 27 e 31°C e Milano al di sotto dei 30°C, mentre al Sud insisteranno i 35-38°C.
4-5 Settembre: Arriverà la flessione termica principale. Il Nord scenderà a 22-28°C, il Centro a 28-32°C e il Sud a 31-35°C (Sicilia 33-36°C). Si tratterà pur sempre di valori estivi sopra la media, ma l'apice dell'emergenza potrà dirsi superato.
Il Nord Italia e la catena alpina vivranno una dinamica differente. Grazie al calo naturale della temperatura legato all'altitudine (circa 0.5°C in meno ogni 100 metri) e al passaggio intermittente di masse d'aria oceaniche lungo il bordo del promontorio africano, i settori montani vedranno valori contenuti tra 18 e 26°C. Non mancheranno temporali pomeridiani anche violenti con locali sconfinamenti in Pianura Padana, accompagnati dalle consuete grandinate e forti raffiche di vento.
Il fattore di rischio maggiore sul medio-lungo periodo risiederà tuttavia nei mari italiani, destinati a raggiungere temperature superficiali mai misurate prima. Poiché l'acqua rilascia il calore latente accumulato in tempi estremamente lunghi (mesi e non giorni), il Mediterraneo si trasformerà in un enorme serbatoio d'energia. Alle prime infiltrazioni d'aria umida autunnali, il contrasto con la superficie marina rovente rischierà di generare nubifragi violenti e precipitazioni estreme concentrate in pochissime ore.